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È morto Andrea Marchi, per due mandati a Ostellato il sindaco di tutti i cittadini

Andrea Marchi nel giorno del matrimonio con Giulia

La notizia del decesso a 45 anni ha scosso l’intera comunità. «Sempre disponibile per la gente». Lascia la moglie Giulia

OSTELLATO. Qualcuno l’ha definito il sindaco di tutti (e tutte), qualcun altro il sindaco del popolo, altri ancora l’ultimo sindaco di una certa generazione, sottintendendo forse quel tipo di persone che la politica la facevano per il territorio, non per semplice aspirazione personale. Di certo, Andrea Marchi era ancora troppo giovane per lasciare la vita terrena ma il destino non è stato benevolo con lui.

Ieri, all’età di 45 anni, è morto Andrea Marchi, ostellatese doc, laurea in giurisprudenza, lavoro all’Inail ma anche una lunga militanza politica, prima segretario comunale del Pd, poi presidente del consiglio comunale (con sindaco Paolo Calvano), a seguire primo cittadino per due legislature, prima di tornare all’Inail, limitando il suo rapporto con la politica alla sola militanza nel Pd.


LA MALATTIA

I primi problemi con quel maledetto male che l’ha portato via sono iniziati ben cinque anni fa. All’inizio fu un piccolo segnale, nulla che potesse far presagire a quello che era in realtà. Lì iniziò la dura battaglia di Marchi, la quale non gli impedì comunque di portare avanti il secondo mandato di sindaco e di sostenere anche la sua erede, l’attuale prima cittadina Elena Rossi.



Per Marchi sono stati anni difficili, fra alti e bassi, una regressione della malattia che faceva bene sperare ma che - purtroppo - mai gli ha dato pace, con controlli continui e qualche tempo fa la scoperta che quel maledetto male era tornato, ancora più cattivo.

Finita l’avventura politica in primo piano, Marchi è tornato a lavorare all’Inail e così molti amici e colleghi del mondo politico lo hanno perso di vista, ma le persone più vicine a lui sapevano che la situazione era grave e alcuni giorni fa è cominciata a circolare la voce della fine ormai vicina. Tutti hanno sperato che non fosse vera, ma ieri è arrivata la tragica notizia.

LA FAMIGLIA

In questi ultimi cinque anni al fianco di Andrea c’erano la moglie Giulia (sposata il 26 luglio del 2014) e i due figli di lei, che il sindaco ha cresciuto come fossero figli propri, seguendoli in tutto e per tutto, anche a malincuore alle partite della Spal in serie A, lui che del calcio non era certo un appassionato.

Oltre a questa c’era anche l’altra famiglia, la madre, la sorella e il fratello (il padre l’ha perso diversi anni fa), e poi c’erano i tanti amici, quelli con cui fino a prima del Covid ha diviso una grigliata o una serata in compagnia, perché per lui ogni occasione era buona per rilassarsi con chi si vuol bene. E sicuramente saranno tante le persone che dopo averlo salutato ieri sui social, lo saluteranno venerdì prossimo nell’aula del commiato allestita per questo triste momento.



IL MIGLIORE

Non si ama fare classifiche, ma per chi lavora in un quotidiano locale come il nostro, Marchi è sempre stato considerato il miglior sindaco. Perché? Perché c’era sempre; perché rispondeva a ogni interrogativo e se era occupato richiamava; perché se moriva una persona del suo territorio comunale, lui era pronto a dare tutte le informazioni che servivano; perché se c’erano delle persone in difficoltà lui era il primo a prodigarsi per aiutarle. In fondo sono gli stessi motivi per i quali è stato il sindaco più votato in regione nel 2014 o, ancora, quello stimato anche da tutti gli avversari politici. «A volte ci si arrabbiava con lui - dice un ex collega -, perché era impossibile parlare senza essere interrotti da una telefonata, anche per pochi minuti. E non lo chiamava il premier o qualche autorità, lo chiamavamo persone che avevano bisogno e lui era sempre a disposizione». —

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