Risorgono bar e ristoranti «Benvenuta zona gialla»

Pulizie, sanificazioni, ordini, prenotazioni: al lavoro per essere pronti per domani Noemi e Ca’d’ Frara: un po’ di normalità. La “beffa” in serata: il cambio da lunedì

Allestimento dei tavoli, sanificazione, invio di ordini, preavviso del personale. Nei bar e ristoranti della città si scaldano i motori per il rientro in zona gialla e la prospettiva di riaprire i battenti all’ora di pranzo dopo settimane di consegne a domicilio o di serrande abbassate ha portato in queste ore una ventata di speranza in uno dei settori più duramente colpiti dagli effetti economici della pandemia. In qualche locale si avvertiva ieri l’apprensione di non riuscire a rifornire frigo e dispense per tempo. Molti si sono organizzati per aprire domani, ma in serata è giunta la notizia che il cambio probabilmente scatterà solo lunedì.

Corsa contro il tempo


«Stiamo cercando di sbrigare più cose possibili - spiega Maria Cristina Borgazzi, la titolare della Trattoria da Noemi - Tra le pulizie da fare, la sanificazione, la predisposizione del locale per il rispetto di tutte le norme di prevenzione, siamo un po’ in affanno ma ben contenti di riprendere l’attività». Tra l’uso della vaporella, l’impiego dei prodotti di sterilizzazione e igienizzazione, le chiamate per le prenotazioni la mattinata ha assunto un ritmo frenetico.

Il maggiore disagio l’ha causato la coincidenza del fine settimana con l’annuncio atteso dell’ingresso nella classe di rischio inferiore. Preparare un locale per il pranzo comporta una serie di passaggi che devono confrontarsi col funzionamento reale del mercato.

«Le aziende fornitrici - prosegue Maria Cristina Borgazzi - non fanno consegne nel week end. Oggi volevo fare un assortimento di formaggi ma nel fine settimana le consegne sono ferme. L’incertezza – è sicuro – non ci aiuta. Per attività come la nostra il cambio di “colore” della regione sarebbe meglio non coincidesse con il week end. Comunque ora va bene così». La trattoria ha riaperto i battenti, solo per l’asporto, mercoledì scorso dopo 20 giorni di chiusura, ricorda la titolare. Lo squillo del telefono per le prenotazioni era la musica che ieri attendevano con ansia tutti gli operatori, come conferma Elia Benvenuti, il gestore di un’altra trattoria cittadina, la Ca’ d’ Frara.

«Ci fa piacere che l’annuncio dell’ingresso in zona gialla abbia spinto i clienti a prenotare per il pranzo. Abbiamo già fatto gli ordini e attendiamo le forniture per oggi (ieri, ndr). Le telefonate che stiamo ricevendo per domenica ci dicono che non siamo i soli a desiderare un ritorno, anche parziale, alla normalità. E ci fa piacere che i clienti, in un momento così duro per tutti, non ci abbiano abbandonato».

Vertiginosa discesa

Matteo Musacci, gestore di ristorante-cocktail bar e presidente regionale Fipe, si è messo in pista per gli acquisti con discreto anticipo: «Ho il locale prenotato per domenica - annuncia - La zona gialla ci porta ossigeno, ma per il ritorno al pre-pandemia servirà molto tempo. Quando ci lasceremo l’emergenza alle spalle bisognerà attendere il ritorno di turisti e studenti e poter contare su molte agevolazioni, come la rateizzazione a lunghissimo termine dei mutui, la ridefinizione delle commissioni bancarie, la revisione delle aliquote Irpef per i locatori, in modo che possano abbassare gli affitti, e altre riforme strutturali». La conferma che il settore sta soffrendo come mai in passato arriva dai numeri: quelli della Camera di Commercio, che a fine 2020 ha contato 952 bar attivi in provincia con 14 nuove iscrizioni nel corso dell’anno e 76 cessazioni. Ma non è andata meglio ai ristoranti, che a fine dicembre erano 1.065 in tutto il Ferrarese, con 30 aperture nel 2020 e 82 cessazioni d’attività. —



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