«Vaccinare subito i disabili Molti per paura reclusi in casa»

Carlos Dana, garante della disabilità: c’è chi rischia la depressione Le attività per ridurre il disagio: aperitivi, pizza e concorsi on line 

La testimonianza

«Credo che sia fondamentale a questo punto vaccinare i disabili perché hanno molti punti in comune con le persone anziane», osserva Franco Romagnoni, il responsabile dell’attività socio-sanitaria dell’Asl. E con lui si trova pienamente d’accordo Carlos Dana, garante comunale della disabilità. « Molte persone che necessitano di un’assistenza continua di fatto si sono chiuse in casa perché hanno paura di infettarsi», dice. Vite vissute da reclusi, a cui il vaccino anti-Covid potrebbe restituire qualche grado di libertà, anche la semplice possibilità di fare una passeggiata e di vedere uno scenario diverso, magari dopo settimane o mesi, dalle mura di casa. «Una cosa che non capisco è che gli anticorpi monoclonali, che si producono a Latina e sono considerati efficaci nel ridurre gli effetti dell’infezione, vengono acquistati dalla Germania e dagli Stati Uniti, ma ancora in Italia non vengono considerati una possibile terapia»,commenta amaro Dana. I ritardi, effettivi e annunciati, nella consegna dei vaccini disponibili intanto stanno allungando la campagna di prevenzione allontanando la possibilità che il nodo “disabili” possa essere sciolto a brevissimo termine. «Comunque, se si vaccineranno le persone con disabilità, allora dovranno essere vaccinati anche i care giver, gli accompagnatori, per garantire la necessaria sicurezza e serenità a chibeneficia del loro aiuto», prosegue Dana. «Non dobbiamo dimenticare inoltre che l’isolamento, soprattutto se protratto a lungo, determina una ricaduta psicologica tutt’altro che ininfluente: il rischio di incorrere in una sofferenza che può anche tradursi in depressione», sottolinea il garante della disabilità. «Per questo motivo, in collaborazione con varie associazioni, organizziamo iniziative di socialità on line, come gli aperitivi, l’appuntamento in rete per la pizza in comune, concorsi fotografici», aggiunge Dana allargando il campo delle considerazioni sull’impatto “generalista” della pandemia, che tende a livellare alcune differenze: «Molte persone normodotate oggi stanno iniziando a capire cosa significa l’isolamento sociale, la consapevolezza di essere “tagliati fuori”. Per i disabili è una condizione quotidiana». —


Gi.Ca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA