A Ferrara tornano i contagi in classe: «Meglio restare al 50%»

Scattati i primi isolamenti negli istituti, spuntano casi sporadici all’Iti e all’Einaudi. I presidi concordi: l’attuale limite di didattica in presenza sta funzionando bene. Attesa la decisione della Regione sul 75%. Le scuole: se si cambia avvisateci per tempo

FERRARA. Due settimane dopo il rientro in classe degli studenti delle superiori, seppur dimezzato, rispuntano i contagi tra i banchi. Se ne contano all’Iti Copernico-Carpeggiani e all’Einaudi, anche se per ora si tratta di situazioni delimitate e sporadiche. Ma sufficienti a convincere i presidi che sarebbe meglio non toccare, per ora, il limite della didattica in presenza al 50%. L’orientamento che si coglie intervistando i responsabili degli istituti è che se questo assetto venisse prolungato fino alla fine dell’anno scolastico «potrebbe rappresentare un buon punto di mediazione tra le esigenze degli studenti, del personale e delle famiglie», tutti coloro – cioè – che nelle ultime settimane si sono adattati all’attuale modello organizzativo. Tra le ipotesi che questa settimana potrebbero finire sul tavolo regionale, dove si dovrebbe decidere se innalzare al 75% il limite dell’accesso alle lezioni in classe o lasciarlo inalterato ce n’è una lanciata da una prefettura della Romagna: non modificare la soglia del 50% ammettendo però alla didattica in presenza tutti gli studenti dell’ultimo anno delle superiori, che dovranno sostenere la maturità.

Quel che è certo è che oggi si torna in aula rispettando i calendari già definiti da ogni istituto e operativi da 15 giorni. Il pronunciamento della Regione su questo specifico aspetto è atteso a giorni, anche dagli addetti al servizio trasporti.


La voce degli istituti

«Quello che auspichiamo – commenta il preside del liceo scientifico “Roiti”, Roberto Giovannetti – è che, qualsiasi sia la scelta adottata, la comunicazione possa essere trasmessa alle famiglie e agli studenti in tempo utile per consentire a tutti di adeguarsi alle nuove disposizioni». Evitare cioè l’annuncio un giorno per l’altro che potrebbe comportare, in aggiunta agli inevitabili problemi di tipo organizzativo, ulteriori difficoltà nella possibilità di diffondere in modo capillare la comunicazione. Il che significa annunciare la decisione – se decisione ci sarà – entro metà settimana.

«Finora, fra l’altro, abbiamo potuto contare anche sul buon comportamento degli studenti e non abbiamo avuto segnalazioni particolari su eventuali disservizi legati ai trasporti», rimarca Giovannetti. Su questo punto il dirigente si trova d’accordo con quanto affermano il preside dell’Iti, Francesco Borciani, e la preside dell’Einaudi, Marianna Fornasiero.

Anche loro non si mostrano entusiasti rispetto alla prospettiva di incrementare a breve i flussi in presenza. Il rischio di contagio, infatti, resta e aumenta con l’incremento delle presenze negli istituti. Il rientro della regione in fascia gialla (da oggi, ndr), pur importante per garantire la riapertura di molte attività, potrebbe agevolare la circolazione del virus e sarebbe un ulteriore motivo – argomentano i dirigenti – per mantenere il modello di frequenza in vigore. —

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