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Il maresciallo buono di Argenta non ce l’ha fatta: lacrime per De Carlo

Il carabiniere, già comandante della stazione locale, si è spento a 85 anni all'ospedale

ARGENTA. Il maresciallo maggiore aiutante Domenico De Carlo, storico comandante della stazione di Argenta è morto sabato sera all’ospedale di Argenta all’età di 85 anni, compiuti il 22 gennaio. Una figura che nei paesi in zona ha rappresentato - assieme al sindaco e al parroco - un’istituzione. E l’uomo sentiva il peso di questo impegno, gestendo a suo modo e con lo stile di chi ha lavorato in pretura, la stazione di via Nazionale. Un militare senza ombra di dubbio, per la forma, la disciplina, che però non eccedeva nel rapportarsi con i subalterni.

«Alla fine degli anni ’80 – ricorda Giacomo Schiavi – ho avuto la fortuna di svolgere il servizio militare come carabiniere ausiliario. Ottima scuola di vita per crescere e acquisire valori importanti. Dopo il congedo sono entrato nell’Associazione nazionale carabinieri e negli anni Novanta ho conosciuto il maresciallo De Carlo, appena nominato presidente. Ho collaborato al suo fianco come segretario per circa vent’anni, ritrovando in lui gli stessi principi che mi erano stati insegnati durante il periodo militare».


Uomo sensibile, di vecchio stampo, ha continuato la sua missione di carabiniere anche dopo il servizio attivo rimanendo un punto di riferimento per la comunità. «Ha sempre mantenuto viva l’essenza dell’Associazione trasmettendo i valori di devozione alla patria, lo spirito di corpo, il culto delle tradizioni dell’Arma». Il suo motto era “Il maresciallo deve stare in piazza, in mezzo alla gente, per ascoltare i bisogni della collettività”. Fu lui assieme ad altri soci a restaurare il cippo intitolato ad Albino Vanin, il carabiniere ucciso a Filo.

Un militare e al tempo stesso uomo di buon cuore. Domenico lascia le figlie Erminia, Rosanna e il figlio Michele oltre ai nipoti di cui andava orgoglioso. Il funerale con ogni probabilità si svolgerà domani. —

Giorgio Carnaroli

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