La moglie ricorda l’ex sindaco di Ostellato: «Metteva passione in tutte le sue cose»

L'ex sindaco di Ostellato Andrea Marchi con la moglie Giulia nel giorno del loro matrimonio

Giulia racconta il marito Andrea, sempre impegnato per gli altri: «Tutto per lui era una battaglia, da condividere con me». Il rapporto complicato con il cellulare: «Sembrava Verdone in Viaggi di nozze»

OSTELLATO. «Lo sa vero che quando lo definiamo il migliore fra i sindaci non lo diciamo per circostanza?». «Lo so, ci credo e ringrazio tutti per le dimostrazioni di affetto e stima, non fanno altro che confermare quello che Andrea è stato e ha fatto sino agli ultimi giorni in maniera spontanea». Parte così la telefonata a Giulia Bolognesi, moglie di Andrea Marchi, l’ex sindaco di Ostellato che a distanza di quattro giorni dalla morte continua a destare commozione nelle tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e lavorarci assieme. «Quelle che mi dite - continua Giulia con un sorriso - non sono parole nuove. Andrea lo conosco da tanti anni, gli ero vicino e condividevo le sue passioni, perché lui faceva veramente tutto con il cuore. La cosa incredibile era come per lui tutto fosse una battaglia in cui impegnarsi in modo incondizionato per spirito del dovere, così capitava che alle 2 di notte si attivava per aiutare i cittadini bloccati dal temporale nelle auto o a ferragosto andasse in stivali a verificare i problemi legati alla torba o, ancora, per il caso dei cavalli abbandonati nelle valli».



A tal proposito, diciamo alla moglie dell’ex sindaco che un suo ex collega ci ha detto scherzando che era difficile parlare con lui perché era sempre al telefono: «Lo prendevo in giro anche io citando il film Viaggi di nozze di Verdone, quando il medico rimasto vedovo rispose al telefono al cellulare della moglie dicendo “Non mi disturba affatto”. Scherzavo dicendogli che avrebbe fatto così al mio funerale...».

IL LEGAME

«Andrea aveva una grande sensibilità, ci siamo trovati perché condividevamo gli stessi valori. Io ho due figli avuti dalla mia precedente relazione; dal matrimonio nel 2014 con Andrea sono cresciuti con lui. Pensi che il padre dei miei figli si è legato a tal punto con Andrea che è venuto al nostro matrimonio e si è condiviso tante cose insieme e credo sia anche lui orgoglioso del rapporto instaurato con i nostri figli. Andrea li amava, quando per lavoro mi assentavo costretta a fare dei viaggi all’estero, di fatto li cresceva lui, rafforzando ancor di più il legame. E anche per loro questa è una grossa perdita. Si pensi che Andrea era frustato perché a causa della malattia non poteva essere d’aiuto nel portarli a calcio o a scuola, come aveva sempre fatto. Amava questo ruolo di educatore».

Oltre alla moglie e ai due figli di lei, Andrea lascia la madre Luciana, le sorelle Linda e Paola e il fratello Enrico: «Era molto legato alla sua famiglia e in questi ultimi mesi a causa della pandemia di fatto abbiamo unito i due nuclei famigliari. Quando poi nell’ultimo mese si sapeva che ormai non c’era più nulla da fare, abbiamo deciso di tenere Andrea a casa, sua mamma e le sorelle erano sempre presenti. Una dottoressa dell’Ado, che seguiva Andrea da anni, ci ha detto che le persone scelgono con chi andarsene: Andrea è mancato venerdì alle 14 quando tutte le donne della sua vita erano lì, anche mia madre Morena che gli voleva tanto bene. Diciamo che essere insieme in quel momento ha alleggerito il momento di dolore».

L’ULTIMO SALUTO

Venerdì, appena è circolata la notizia, molti cittadini hanno voluto fare personalmente le condoglianze: «In effetti sono dovuti venire dei parenti a darci una mano per evitare assembramenti. Ho ricevuto un sacco di telefonate e messaggi; è tanta la gente che gli voleva bene».

Come annunciato, venerdì e sabato ci sarà il lutto cittadino in tutto il comune. Venerdì dalle 8 alle 20 sarà poi allestita un’aula del commiato nella sala Corte Valle di Ostellato (con controllo degli ingressi a cura della Protezione civile), mentre sabato alle 9.30 l’ultimo saluto sarà dato fra chiesa e piazza, per permettere la presenza del maggior numero di cittadini. «Un ultimo ringraziamento va all’amministrazione comunale per il permesso di allestire l’aula del commiato, l’abbiamo molto apprezzata». —

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