Schiaffi e pugni in testa al padre, il questore dice basta

Cesare Capocasa, questore di Ferrara

L'autore delle violenze nei confronti dei genitori ha problemi di tossicodipendenza: Capocasa gli indica la strada per uscirne

FERRARA. La misura dell’ammonimento pone ancora una volta, a distanza di pochi giorni, un qualificato freno agli atti di violenza domestica commessi nei confronti delle vittime. L’atto è stato adottato dal questore Cesare Capocasa, previa verifica dei fatti, segnalati dall’Arma dei carabinieri, e attraverso l’acquisizione dei necessari elementi informativi e delle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti.

Secondo quanto accertato, appunto, un uomo di 37 anni, residente nella provincia di Ferrara, ha agito con violenza nei confronti dei genitori conviventi, in particolare contro il padre. Le vittime hanbno raccontato di liti quotidiane scaturite in violenza, sia verbale che fisica, e danneggiamenti, mai denunciati. Negli ultimi tempi  la situazione familiare era diventata invivibile, l’ultimo episodio l’aggressione al padre, colpito ripetutamente al volto e alla testa con schiaffi e pugni, nonché il danneggiamento della carrozzeria della sua auto e della porta del garage con un martello.

Nel corso del 2020 ci sono stati vari episodi di maltrattamenti, con altrettanti interventi dei militari e mai denunciati, causati dalla complessa situazione familiare, ove il maltrattante assuntore di sostanze stupefacenti, con condotte plurime e reiterate, sottoponeva i genitori a vessazioni di natura fisica e psicologica, tali da cagionare loro penose condizioni di vita, ansia, disagio, nonché a soggiacere a violenti scatti d’ira all’interno delle mura domestiche e a minacce di morte, ingenerando un fondato timore per la loro incolumità.

Il Questore, con la misura dell’ammonimento, ha intimato  all’uomo di desistere da comportamenti e atti che possano mettere in pericolo l’incolumità o la sicurezza fisica o psicologica dei familiari, informandolo sui centri di recupero e sul protocollo Zeus, per un percorso trattamentale per gli autori di tali condotte al fine di interrompere una rischiosa escalation e favorire un pieno recupero dell’autore del reato.

L’applicazione YouPol, realizzata dalla polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, viene estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche. L'estensione dell'applicazione a questo tipo di reati è un ulteriore passo in avanti per affrontare fenomeni che richiedono un deciso cambiamento culturale. L’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della polizia di Stato; le segnalazioni sono automaticamente georeferenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti, così come  chiamare direttamente la sala operativa 113 della questura. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima. Anche chi è stato testimone diretto o indiretto - per esempio i vicini di casa -  può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

L’appello che il questore Capocasa ripete come un mantra: «Rompete l’isolamento e la vergogna. Uscite dal silenzio. Denunciate».