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Lagosanto, il vigile investito è sconvolto: «Non riesco a capacitarmi»

Parla l’agente municipale travolto da una moto mentre era al lavoro in bicicletta: «Mi ha visto sicuro, è arrivato a bassa velocità e poi ha di colpo accelerato»

LAGOSANTO. Gli attimi che hanno preceduto l’investimento sono ben impressi davanti agli occhi e nella memoria dell’agente di polizia locale di Lagosanto, travolto martedì scorso lungo la via del Sale da una moto pirata. «Tornavo dal servizio di controllo sosta nel parcheggio dell’ospedale del Delta – racconta l’agente di polizia locale –, quando ho visto arrivare una moto. Procedeva ad andatura tranquilla, moderata, ma quando era a circa dieci metri da me, ha dato una gran accelerata e mi ha centrato facendo fare un volo a me e anche alla bici. Il motociclista non si è neppure voltato ed è fuggito sparato».

STRANA DINAMICA


L’agente porta sul suo corpo i segni dell’investimento, ma sono nella mente le ferite più dolorose. «Porto un collare ortopedico prescritto dal pronto soccorso – spiega il vigile –, che mi impedisce di dormire di notte e ho riportato ferite a una spalla e alle gambe. Vado avanti, in questi giorni, con anti infiammatori».

L’episodio di pirateria stradale ai danni dell’agente di polizia locale ha destato clamore e indignazione a Lagosanto e l’auspicio di tutti è quello che i carabinieri, al lavoro dal 30 gennaio scorso, giorno in cui è stato denunciato, possano arrivare a identificare e assicurare alla giustizia il centauro fuggito, dopo aver travolto e lasciato sull’asfalto il vigile. «Spero che venga trovato – ammette l’agente della municipale –; vorrei proprio chiedergli il perché del suo gesto folle. Dopo che mi ha lasciato a terra con la bici che mi è finita addosso, ho chiamato subito i carabinieri. Poi un signore di Lagosanto, che ringrazio per avermi prestato aiuto, mi ha accompagnato, dolorante, con la bici, al comando».

In quei concitati momenti, l’agente è riuscito solo a vedere che la moto in fuga era dotata di targa, senza però riuscire a leggerla per tempo, mentre il motociclista era protetto dal casco ed era irriconoscibile.

LA PAURA

Sui 4 giorni trascorsi prima di sporgere denuncia, l’agente spiega che «le conseguenze della botta si sono fatte sentire. Non stavo bene. Ho poi preferito recarmi a sporgere denuncia nella stazione carabinieri di Lagosanto dove lavoro e non in quella del Comune di residenza, perché l’ho ritenuto più corretto così e non certo per sminuire il lavoro dei militari dell’altra stazione». All’agente infortunato è stata riconosciuta una prognosi guaribile in 21 giorni. Proseguono, nel frattempo, le indagini dei carabinieri, volte a scovare il motociclista pirata, dileguatosi, martedì 26 gennaio scorso dopo aver travolto il vigile. Dovrà rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali ed omissione di soccorso. —

Katia Romagnoli

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