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Ferrara, ricatti sessuali al diciottenne: a processo due ragazzine

L’avevano preso di mira, costretto a pagare promettendogli favori e prestazioni. In poco tempo oltre duemila euro: sono accusate di estorsione e circonvenzione

FERRARA. L’avevano preso di mira, l’hanno fatto per due anni, ricattandolo su whatsapp dopo aver avuto il suo contatto da amici comuni. In questi due anni. fino al 2018 quando le due ragazzine, all’epoca 18enni, sono state scoperte, gli avrebbero spillato, un po’alla volta, 2.000 euro, ricattandolo, promettendo al ragazzino (loro coetaneo) prestazioni sessuali e altro.

CIRCONVENZIONE E RICATTI


Erano stati i carabinieri di Ferrara allertati dai genitori di lui a scoprire tutto e poi raccogliere riscontri che hanno permesso alla pm Barbara Cavallo di chiedere il rinvio a giudizio per le due ragazzine: ora accusate di estorsione e circonvenzione di incapace, approfittando dell’ingenuità del ragazzo, ben consapevoli di questo suo limite. Le due ragazze dovranno presentarsi in tribunale il prossimo 11 marzo, per difendersi da queste accuse, su cui i difensori annunciano non esservi nessuna prova, solo il racconto del ragazzo e poco più, nessun riscontro sul passaggio di denaro.

Contro le due ragazzine, oltre le accuse, il fatto che sono conosciute dalle forze dell’ordine per altri raggiri simili, messi in atto in altre situazioni ma furono fatte altre indagini per verificare altre vittime, che però non avrebbero portato granché come riscontri. Al momento – spieghiamo, a scanso di equivoci, le generalità delle ragazzine vengono tenute coperte solo a protezione del ragazzino vittima dei ricatti. Secondo quanto emerso dalle indagini, le due ragazze erano riuscite ad entrare in contatto telefonico con il ragazzo. Non conoscevano la loro vittima ma piano piano, fingendosi amiche, ne hanno carpito la fiducia e poi intascato i suoi soldi: facendo leva sulla sua vulnerabile, dietro la promessa (a volte più esplicita, altre più velate) di prestazioni sessuali, il ragazzo secondo il capo d’accusa contro le sue ricattatrici, sarebbe arrivato a consegnare alle ragazze somme di denaro, stimate perché non facilmente riscontrabili, attorno ai 2. 000 euro.

AMMANCHI DI SOLDI

A scoprire tutto furono i genitori del ragazzo che si accorsero via via di ammanchi dalla casa: soldi rubati di nascosto dal portafogli del padre e dalla borsa della madre. E altri soldi, quelli che prendeva dalla credenza dove erano riposti per pagare le bollette di casa: luce, gas, acqua e il resto. Non una ma più volte, lo aveva fatto, il ragazzo. E poi c’era stato il cambiamento del figlio, notato dai genitori. Alla fine, messo alle strette, il ragazzo ha ammesso e confessato la storia che andava avanti con le due “amiche”, ricattatrici. Poi i carabinieri di Ferrara hanno attivato le indagini, e con molta circospezione e soprattutto sensibilità, sono riusciti a trovare i riscontri necessari per la procura per chiedere il giudicio per le due ragazzine: l’11 marzo davanti al giudice Danilo Russo dovranno spiegare tante cose le due ragazze mentre i loro legali valuteranno il rito processuale da seguire. –

Daniele Predieri

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