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Cento, botte nel cantiere: torna in carcere l'operaio aggressore

CENTO. È tornato in carcere a Modena il 43enne muratore che il 30 gennaio, al termine della giornata di lavoro trascorsa in un cantiere edile di via Frescobaldi, a Cento, aveva rifilato un pugno a un collega che è tuttora in coma. Ma la vicenda alla base del provvedimento ai suoi danni è diversa e risale a una precedente condanna di diversi anni fa.

IL RIARRESTO


Esattamente una settimana fa l’operaio 43enne era uscito dalla casa circondariale di Ferrara dopo che il giudice per le indagini preliminari Vartan Giacomelli, convalidando l’arresto disposto dal pubblico ministero Ciro Alberto Savino, lo aveva inviato ai domiciliari nella sua abitazione di Concordia, in provincia di Modena. E proprio lì i carabinieri della stazione locale lo hanno riarrestato venerdì, perché raggiunto da un provvedimento di aggravamento della precedente misura restrittiva dell’affidamento in prova, emesso dall’Ufficio di sorveglianza del tribunale di Modena. Proprio il fermo che era stato innescato dai fatti di Cento, e che è stato accompagnato dall’accusa di lesioni gravissime, ha imposto al magistrato di sorveglianza di annullare la misura alternativa alla detenzione cui il 43enne era stato affidato per alcuni episodi con risvolti penali.

IL COLLEGA IN COMA

Intanto, si trova ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cona il 32enne, di nazionalità tunisina e residente a Finale Emilia, ferito gravemente dopo aver subìto quel pugno. Se si risveglierà e quando le sue condizioni di salute lo consentiranno, sarà sentito per dare la sua versione dei fatti sulla lite con il collega. «Mi ha provocato per tutta la giornata – aveva detto quest’ultimo – e alla fine gli ho dato un pugno, credendo volesse aggredirmi». —

F.T.

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