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Spaccio, bici rubate e gioco d’azzardo: la sera al grattacielo di Ferrara è tornata la paura

Dopo il tramonto la galleria diventa un luogo pericoloso. I residenti: «Servono ancora più controlli, è l’unica strada»

FERRARA. Spaccio, mercato illegale di bici (rubate) e, per non farsi mancare quasi niente, anche il gioco d’azzardo. E dire che negli ultimi mesi sul versante sicurezza si erano compiuti miglioramenti sensibili. Tutto da rifare? Speriamo di no.

Gli ultimi 20 giorni


Ma certo è che il Grattacielo, in particolare negli ultimi 20 giorni, è tornato a far parlare di sé. Purtroppo non in maniera lusinghiera. Da giorni registravamo segnali che andavano in questa direzione.

Sul posto

Ieri mattina le ore trascorse girando attorno al condominio, e parlando coi residenti, hanno confermato quanto si supponeva. A preoccupare chi abita in questa città nella città, nella quale vivono più di 600 persone, sono soprattutto le ore serali. È il crepuscolo a richiamare nella galleria del Grattacielo spacciatori e ladri. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di extracomunitari, ma a “tirar tardi” in questo modo c’è anche qualche ferrarese. Piaga difficile da guarire, lo spaccio di droga.

La novità

La novità, invece, è costituita dal gioco d’azzardo, con la “Top Secret”, l’agenzia privata di vigilanza, che ha già documentato quanto avviene, avvertendo polizia e carabinieri. Ma quando le auto delle forze dell’ordine arrivano, il “palo” dà la voce e questa “nuova” forma di assembramento si scioglie. Fuggi-fuggi generale e difficoltà anche per chi indossa una divisa. Sicuramente è anche per questo, per far fronte cioè a questo “ritorno”, che l’amministratrice del condominio, Tiziana Davì, è seriamente intenzionata a “riassumere” i vigilanti. Nonostante molte persone che abitano qui siano contrarie a rimettere mano al portafogli per sostenerne le spese. «Mi hanno riferito che da qualche tempo sono ricomparsi alcuni problemi che forse credevamo risolti», dice Roberto Zaramella, residente storico del Grattacielo nonché presidente del “Comitato 2013” che si batte per la sicurezza del quartiere Gad. Che prosegue: «Non voglio certo insegnare il lavoro a nessuno – dice – ma sarebbe importante che carabinieri e polizia facessero controlli anche a chi passa da queste parti, ad esempio sotto il Grattacielo. Forse è una cosa che già viene fatta, ma andrebbe replicata molto di più». Incontriamo Valeria, una giovane universitaria: «Sì, ho notato anch’io che ultimamente, la sera, in galleria ci sono dei ritrovi strani. Siamo preoccupati. Da sola in galleria non ci vado. La situazione stava migliorando. Non dobbiamo mollare». Alì, invece, è un pakistano che da anni lavora in Italia: «Ci sono molte persone, tra noi residenti, che quando fa buio hanno paura ad attraversare la galleria, non è un posto sicuro». E sulla stessa lunghezza d’onda sono altri condomini intervistati, che hanno esposto concetti analoghi. Ma c’è anche chi entra ancora di più nel dettaglio: «Forse sta contando, in questo caso negativamente, il fatto che essendo tornati zona gialla per la pandemia ci si possa spostare con maggiore frequenza – dice Massimo, che tra queste torri vive da più di 30 anni –. È chiaro che qualche balordo c’è sempre, è quasi impossibile sradicare piante malate come lo spaccio di droga. E poi, diciamoci la verità: se ci sono gli spacciatori, c’è qualcuno che acquista. Anche tra i ferraresi. È ingiusto colpevolizzare soltanto gli extracomunitari». —

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