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Ferrara, forno aperto da un giovane: «Passione iniziata a scuola»

Da tre settimane in via Porta San Pietro c’è il negozio Farinamente: «In quinta superiore facevo già la doppia ogni venerdì sera e ora è un lavoro»

FERRARA. A volte bastano pochi ingredienti per far partire un’attività: tanta passione per ciò che si fa, duro lavoro e una famiglia fatta di persone sempre al tuo fianco per sostenerti. È questa la ricetta perfetta di Farinamente, il nuovo forno e pasticceria che lo scorso 20 gennaio ha aperto le sue porte in via Porta San Pietro 37, a Ferrara. Perché, come dice spesso Gabriele Bonci, il re della pizza alla romana, «la vita dei fornaretti è molto difficile» e sarà per questo che sono pochissimi i giovani decisi a intraprendere questo percorso lavorativo.

Il giovanissimo imprenditore dietro questo piccolo paradiso di sfiziosità è Luca Campanella, 23 anni appena compiuti e panettiere da quando ne aveva 18. «Ho iniziato più o meno cinque anni fa, nell’estate della quarta superiore. Mia mamma un giorno per scherzare disse con Cristiano Bonora, il fornaio del mio paese, “Ma se ti mandassi mio figlio quest’estate a lavorare?” e da lì è partito tutto. Mi sono fatto l’estate, poi in quinta superiore facevo la doppia, cioé il pane per due giorni, il venerdì sera. Andavo lì alle 21 e uscivo all’una di notte perché il giorno dopo avevo scuola» ci racconta Campanella.


LA SCELTA

Nato a Ferrara e cresciuto nella piccola frazione di Sant’Egidio, per Luca quello che doveva essere un semplice lavoretto estivo si è trasformato in poco tempo in una vera passione, la quale lo ha spinto a frequentare un corso di panificazione offerto da “A Scuola di Gusto” a Bologna, sotto la direzione del maestro panettiere Antonio Di Benedetto, ancora oggi un punto di riferimento per il giovane fornaio ferrarese. Nel frattempo, da Sant’Egidio si è spostato a lavorare a Ferrara, nel laboratorio di produzione per Giori, Tiffany e Ciacco all’interno del locale di proprietà di suo padre e che oggi è diventato Farinamente. «Ho lavorato qui come dipendente per tre anni poi ad aprile 2020 il laboratorio ha chiuso e abbiamo deciso di trasformarlo in un negozio. Del resto, il locale e la maggior parte dei macchinari erano già di mio papà che li aveva affittati al laboratorio, la produzione era già avviata, quindi ho pensato di aprirmi partita Iva e dal primo novembre 2020 sono diventato proprietario del negozio».

GIOVANI AL LAVORO

E così oggi il negozio Farinamente è diventato una piccola famiglia allargata, della quale fanno parte anche la sorella di Luca, Chiara Campanella, e l’amico Tata Keita, con Luca in laboratorio a preparare pane e dolci. Una famiglia formata dunque da colleghi (amici) e familiari dove tutti danno una mano per contribuire al suo futuro. «Il peggio è passato con la prima settimana, adesso ormai diventerà tutto il solito tran tran - scherza il giovanile titolare -. I clienti stanno arrivando e siamo molto contenti, tenuto conto ovviamente del periodo particolare che stiamo affrontando. Con il tempo contiamo di poterci allargare, per offrire uno spazio in presenza alle persone, in particolare agli studenti universitari, dove potersi gustare la colazione o un aperitivo, specie quando tutto questo sarà possibile farlo come prima della pandemia». —

Ines Ammirati

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