Contenuto riservato agli abbonati

Ferrara, violenza sessuale: indagato un sacerdote ospite della Diocesi

La Curia ferrarese: «Durante il periodo trascorso in Arcidiocesi non è accaduto nulla che facesse dubitare della sua condotta sacerdotale. L'indagine ha creato sgomento»

FERRARA. Un avviso di garanzia, con l’accusa di violenza sessuale aggravata, ha raggiunto il sacerdote di Enna Giuseppe Rugolo, attualmente ospitato presso la Diocesi di Ferrara per poter completare la Facoltà teologica di Padova. La notizia ha destato «sorpresa e sgomento» nella Curia ferrarese, dove la presenza del religioso era stata «attentamente concordata con il suo Vescovo». Rugolo è a Ferrara dal 2019 «e al momento della sua venuta - precisa l’Arcidiocesi estense in una nota - non esisteva alcun impedimento canonico, affinché potesse completare alla Facoltà teologica di Padova il curriculum universitario». Rugolo ha dei parenti in città, da qui la scelta di Ferrara. Al suo arriva era stato anche destinato a Vigarano, per assistere il nuovo parroco nell’insediamento, ma da qualche tempo non era più presente per motivi di studio.

L’avviso di garanzia è arrivato a due mesi dall’esposto di un giovane che ha denunciato di avere subito abusi, da minorenne, dal 2008 al 2013, e ora la procura di Enna ha formalizzato l’atto di accusa. Decine le persone sentite, riporta l’Ansa, tra le quali, oltre al vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, numerosi sacerdoti di Enna ai quali il giovane, ora maggiorenne, aveva chiesto aiuto raccontando le presunte violenze subite.


«Durante il periodo trascorso in Arcidiocesi - precisa ancora la Curia ferrarese - non è accaduto nulla che facesse dubitare della sua condotta sacerdotale, anzi se ne è riscontrata la grande disponibilità e il diffuso apprezzamento tra coloro che lo hanno conosciuto. Per tali ragioni l’attuale indagine ha destato sorpresa e sgomento».

Ma in ogni caso «l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio ha subito provveduto a porre in atto le misure richieste in tale situazione, e si è prontamente messa a disposizione della giustizia italiana e di quella ecclesiastica, fiduciosa che l’indagine possa fare piena luce sulla vicenda, attraverso l’accertamento della verità, frutto di un cammino di ricerca autentica e della valutazione imparziale dei fatti». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA