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Una “foresta urbana” tra Barco e Pontelagoscuro: progettano i cittadini

Il centro volontariato presenterà entro luglio la proposta. Poi toccherà al Comune di Ferrara attuarla. Obiettivo mitigazione 

FERRARA. Un progetto di forestazione urbana e sostenibilità coinvolgerà nei prossimi mesi tecnici, esperti del Comune ma anche cittadini, nella discussione, definizione e probabile realizzazione di interventi di cura, ripensamento e potenziamento degli spazi verdi pubblici della zona via Padova, Barco e Pontelagoscuro. L’obiettivo è la trasformazione di questi quartieri in una vera e propria infrastruttura verde di connessione tra il centro della città e il fiume Po.

Titolare del progetto e del suo coordinamento è il Centro servizi volontariato Terre Estensi recentemente costituitosi dall’unione di Agire Sociale e Asvm Modena che la vice presidente Laura Roncagli ha presentato ieri in Sala Arazzi insieme alla responsabile del progetto Anna Zonari (Csv), al docente universitario Romeo Farinella del Dipartimento di Architettura, a Cristiano Rinaldo del Servizio Pianificazione Territoriale del Comune ed a Georg Sobbe della Rete per la giustizia climatica.


«Dall’anno scorso la sostenibilità ambientale è uno degli indirizzi strategici del nostro Centro per il volontariato che annovera 228 associazioni fra le due Province – ha esordito Roncagli – con la finalità di sostenere e qualificare l’attività delle associazioni e promuovere la cultura della solidarietà. Abbiamo appena ottenuto un finanziamento di 15 mila euro dalla Regione che serviranno a sostenere il percorso partecipativo del progetto che affronteremo insieme».

La nostra città è molto colpita dalla crisi climatica e non è sufficiente piantare alberi per contrastarla; da questa constatazione è partita Zonari che punta invece alle politiche pubbliche partecipate e quindi entro giugno 2021 da parte dei soggetti della partnership, verrà compilato un documento- proposta con gli esiti del progetto ed i suggerimenti per attuarlo da consegnare all’assessore Alessandro Balboni.

Piena e completa fin da ora la sua adesione in quanto ritiene che i processi partecipativi abbiano sempre un forte impatto sull’amministrazione specie se si riferiscono a tematiche ambientali e come in questo caso fanno parte della seconda fase del progetto Europeo Perfect sulle infrastrutture urbane approvato dal Comune nel 2019. —

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