A Ferrara Mantovani molto critico, ma non lascia il M5s: «Sarebbe come disertare»

Riunione del gruppo che fa capo al consigliere comunale: «Su Rousseau ho votato no a questo governo»

FERRARA. Hanno addirittura convocato una riunione in presenza, ieri pomeriggio a Grisù, tanta era l’urgenza di parlarci sopra, confrontarsi, mettere qualche punto fermo. I pentastellati che fanno riferimento al gruppo consiliare di Ferrara vedono, mediamente, la nascita del governo Draghi con il Movimento dentro come fumo negli occhi, ma per il momento hanno scelto di stropicciarseli e provare a vedere il buono che c’è: «Ho votato No sul Rousseau, non nascondo certo di essere d’accordo con Di Battista su questo governo - ha detto al termine Tommaso Mantovani, consigliere comunale ex candidato sindaco - E in assemblea anche altri attivisti si sono espressi su questa falsariga: la composizione del governo non è quella presentata alla vigilia, al ministero della Transizione ecologica andrà un renziano come Cingolani, che tra l’altro ho sentito fare dei ragionamenti sulle rinnovabili... Patuanelli è finito all’Agricoltura, certo qualcosa di buono anche per il nostro territorio si potrà fare ma, insomma, c’è molta delusione».

La delusione, però, non si tradurrà almeno per ora nell’addio al Movimento da parte di Mantovani e del suo gruppo: «Tengo le posizioni, abbandonando ora mi sembrerebbe di disertare anche se mi sento preso in giro. Continuo a considerare la mossa di Draghi una pugnalata a Conte, preparata da tempo da Renzi con il Pd che lasciava fare. Oggi però abbiamo questa situazione e certo Grillo non è uno stupido, ha ragione quando dice che una situazione parlamentare come questa non l’avremo più e va quindi sfruttata per portare a casa dei risultati».


E se Di Battista si mette all’opposizione del Movimento? «Non credo lo manderanno via, in ogni caso non escludo possa esserci una scissione». Non oggi, però, e non provocata dai ferraresi. —

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