Fabbri: «Ferrara esce più forte con il nuovo governo Draghi»

Il sindaco: ok su Franceschini e Bianchi, li conosco bene e poi ora c’è la Lega che argina certe derive

FERRARA. «Due ministri ferraresi sono indubbiamente un’opportunità in più per il territorio».

Ne è convinto il sindaco di Ferrara, il leghista Alan Fabbri, che valuta positivamente l’ingresso nel nuovo esecutivo a guida Draghi di due esponenti ferraresi anche se di schieramento diverso a quello del suo partito.


«Ho mandato un messaggio augurale di buon lavoro ai due ministri ferraresi - dichiara Fabbri - è importante più che mai in questa fase mettersi subito al lavoro in ogni settore e avere due ferraresi al governo è una cosa senz’altro positivo».

«Il mio rettore»

«Patrizio Bianchi lo conosco bene - dichiara Fabbri - è stato il mio rettore quando mi sono laureato in ingegneria, c’è il suo nome sul mio diploma di laurea. Poi ci siamo incontrati in Regione, lui era assessore ed io ero consigliere d’opposizione. I presupposti sono buoni, c’è la volontà di collaborare specie in questa fase che vede il Paese in una sfida per uscire da questa emergenza. Un’intesa va costruita e poi, se permettete tra Bianchi e l’Azzolina, preferisco senz’altro il primo e non solo per una questione di campanilismo».

Cultura con obiettivi

Anche sul discorso di Dario Franceschini e della sua conferma, il sindaco Fabbri vede una continuità che può fare bene a Ferrara.

«Ci sono delle questioni in essere molto importanti sul piano della cultura e dei beni monumentali - continua ancora il primo cittadino ferrarese - ed è importante che ci sia un ministro ferrarese con il quale dialogare. Penso ovviamente agli importanti investimenti del Ducato Estense, che vedono molti progetti di riqualificazione per il nostro patrimonio cittadino».

Contrariamente alle prime affermazioni non certo positive sul nuovo governo e sulla conferma di alcuni ministri tra cui proprio Franceschini, fatte da Vittorio Sgarbi, che a Ferrara ha un grosso peso e potere decisionale in ambito culturale, il sindaco Fabbri invece è convinto che la collaborazione con il ministro (al suo quarto mandato in quel settore) sia importante per la città. Potrebbe tra l’altro riprendersi il discorso di una sinergie sul progetto del recupero delle Mure, al quale il ministro ferrarese non si è mai tirato indietro.

«C’è la Lega»

Ma Fabbri comunque in questo governo Draghi ha un motivo in più per sorridere ed è abbastanza scontato.

«L’ingresso della Lega in questo governo di scopo - dichiara il sindaco - garantisce un argine a certe pericolose derive. Sono fiducioso infatti che i ministri leghisti siano una garanzia per dare sviluppo all’economia in questa fase delicata».

Riassumendo: ci sono due ministri ferraresi nel nuovo governo, c’è pure la Lega che ne ha tre. Fabbri vede buoni asupici per Ferrara. —

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