Il primo giorno di prenotazioni arrivate quasi 5mila richieste di vaccinazione nel Ferrarese

Al completo la prima settimana per gli over 85. Da oggi a domenica in programma 1.700 somministrazioni 

Vaccinazione over 80, iniziata la campagna a Ferrara

FERRARA. La corsa al vaccino tutti i nati dal 1936 in giù è partita in quarta. Alle 10 di ieri c’erano già tremila richieste di prenotazione, salite a 4.642 alle quattro del pomeriggio. Numeri così importanti da mandare in tilt il sistema informatico regionale, con conseguenti difficoltà a utilizzare il Fascicolo Sanitario Elettronico. Un problema a cui i più hanno ovviato ricorrendo alle farmacie e al Cup telefonico.

Settimana al completo

Già al completo la prima settimana, con 1.700 somministrazioni che partiranno oggi al ritmo di circa 300 al giorno fino a domenica alla Cittadella S. Rocco, nelle Case della Salute (Punto prelievi) di Copparo, Comacchio, Portomaggiore e Bondeno e negli gli ospedali (Punto Prelievi) del Delta, di Cento e di Argenta. Già in via di esaurimento anche la prossima settimana quando, con l’apertura dal 22 febbraio della Fiera a Ferrara, si conta di passare a 700 somministrazioni quotidiane. «Le agende sono aperte sulla base delle disponibilità delle dosi di vaccino, che non sono quelle che speravamo», ha puntualizzato la dirigente Asl Monica Calamai nel corso della 4ª Commissione consiliare, convocata ieri per fare il punto sulla campagna di immunizzazione, sull’emergenza Covid nelle Residenze anziani, e sulla gestione del pronto soccorso di Cona.

Dal 1° marzo le prenotazioni si apriranno anche per gli anziani nati tra il 1937 e il 1941, per tutti si utilizzeranno Pfizer e Moderna mentre l’arrivo di Astrazeneca ha stravolto il calendario vaccinale, passando direttamente alla Fase Tre destinata a insegnanti, forze dell’ordine (compresi i vigili del fuoco) e carceri.

Si partirà dal personale scolastico, ma solo da quelli con meno di 55 anni, gli altri dovranno aspettare un altro turno. E così sarà anche per le forze dell’ordine: «Abbiamo già chiesto gli elenchi anagrafici alla questura per capire quanti resteranno fuori dalla vaccinazione con AstraZeneca - ha detto Calamai - Gli elenchi degli insegnanti invece li avevamo già per i test sierologici, ma siamo in attesa della definizione dell’accordo per coinvolgere tra i vaccinatori i medici di medicina generale».



L’Asl è pronta ad alzare l’asticella del numero di somministrazioni quotidiane, passando a 1.500 dosi al giorno, poi a 2.400 e fino a 3.450 vaccinazioni quotidiane, disponibilità di vaccini permettendo. «Anche nello scenario migliore - ha fatto presente Cristiano Zagatti (Cgil) ci vorranno comunque cinque mesi per immunizzare circa 35mila ultraottantenni».

Anche perché ci sono altre categorie fragili che nel frattempo premono per avere accesso al vaccino come i disabili, i pazienti oncologici o con altre malattie gravi, come ha ricordato Paola Peruffo. «I disabili dei centri presenti nelle strutture protette sono già stati vaccinati - ha replicato Calamai - Dopo aver vaccinato gli anziani procederemo con le altre fragilità, in modo uniforme con il resto della Regione, che ci ha chiesto di ragionare per patologie, cominciando a introdurre altre categorie».

Per i talassemici si sta già aprendo la possibilità di essere vaccinati in ospedale, dove si presentano regolarmente per le trasfusioni, è intervenuta la commissaria dell’azienda Sant’Anna Paola Bardasi prima di affrontare il tema dei disagi e delle lunghe attese al pronto soccorso di Cona.

Cercasi specialisti

I dati raccontano «un andamento sovrapponibile ad altri policlinici della Regione, con picchi di criticità nel mese di gennaio. Dal 2014 al 2019 gli accessi sono passati da oltre 82mila a quasi 94mila, per poi scendere a 66.199 nel 2020, per effetto del Covid. «Ma quelli che arrivano sono più gravi, con un aumento significativo di codici rossi e gialli. A questo si è aggiunta la gestione dei pazienti Covid, più lunga e complessa», ha spiegato Bardasi. «Rispetto al 2019, l’anno scorso il pronto soccorso ha dovuto gestire 1.300 pazienti Covid, tutti con codici di media e alta gravità». Quest’anno, ha aggiunto, si è aperto «con un peggioramento di tutti gli indicatori di sovraffollamento, a cui aggiungere l’impatto del grave incidente avvenuto in autostrada il 19 gennaio». Il tutto in uno scenario, ha concluso, caratterizzato dalla difficoltà a reperire personale specialistico: i sei professionisti che tra aprile e ottobre lasceranno il pronto soccorso di Cona saranno sostituiti, tramite concorsi e avvisi pubblici, con figure equipollenti, come internisti o chirurghi d’urgenza».

Ancora Zagatti (Cgil), ha osservato che uno dei problemi è anche l’impossibilità di ricoverare i pazienti positivi nelle Cra. Questo è avvenuto però solo durante la prima ondata, ha replicato il dirigente Asl Franco Romagnoni, «ad esempio la Cra Caterna ha già riaccolto otto ospiti dimessi».

Focolai nelle Cra

Attualmente sono positivi 190 ospiti delle strutture residenziali per anziani e disabili del Ferrarese, e sono stati 1.126 dall’inizio della pandemia, con 197 decessi. Tra le 12 strutture del solo Comune di Ferrara, le uniche che non sono mai state toccate dal virus a Ferrara sono la Calicanto e le Case di riposo Barco e Beatrice d’Este. Durante la prima fase, l’unica a essere coinvolta era stata la Cra Serena, ma durante la ricaduta di ottobre e novembre le strutture coinvolte erano salite a otto, tra cui tre di grandi dimensioni: Santa Chiara, Rti Ripagrande e Caterina. A dicembre una nuova recrudescenza, con focolai al residence Service, al Paradiso, all’Asl e alla Caterina. Tra metà dicembre e metà gennaio il virus ha colpito il 90 per cento degli ospiti della Paradiso, con 25 ricoveri e un tasso di letalità altissimo (il 26%). Il focolaio è ormai in corso di spegnimento, con sei ospiti “lungopositivi” e asintomatici ormai da una settimana.

Ancora attivo il focolaio alla Caterina, scoppiato il 20 gennaio colpendo gli ospiti che una settimana prima avevano ricevuto la prima dose. Per un quinto è stato necessario il ricovero, il tasso di letalità è stato del 10%. Al momento ci sono ancora 59 positivi. Nel frattempo è già stata somministrato il richiamo a tutti gli altri ospiti, mentre per gli anziani che torneranno negativi non sarà necessaria una seconda somministrazione.

Il Covid è entrato nei giorni scorsi anche all’Hospice Ado, rendendo necessario il trasferimento di quattro pazienti nella Cra Covid Ado di via Kramer. —

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