Pesca e concessioni, i canoni minimi aumentano del 700% e ai Lidi è protesta

Sul litorale comacchiese arriva una stangata. Conventi: «Mai visto nulla di simile, colpiti i più piccoli»

PORTO GARIBALDI. Il Ministero delle infrastrutture ha stabilito l’adeguamento dei canoni demaniali marittimi relativi alle concessioni per l’anno 2021, ciò secondo gli indici Istat, apportando una riduzione di essi nella misura di –1, +85% rispetto all’anno precedente. Nel contempo ha ritoccato i canoni minimi, quelli che si applicano arrotondando per eccesso alle concessioni demaniali marittime più piccole, fissati fino all’anno scorso in 322 euro e “ritoccati” a far data dall’anno in corso a 2.500 un incremento superiore al 700% se si includono anche le tasse varie. E dalle cooperative insorgono. A spiegare bene la situazione Rino Conventi della Coalmo.

Come funziona


«Credo di non essermi mai imbattuto in niente di simile, da quando mi occupo di pubblica amministrazione - dice Conventi -. Sintetizzando: le concessioni demaniali più grandi, sia quelle per le attività turistico-ricreative, quanto per la pesca ed acquacoltura, subiranno una minima diminuzione (–1,85), mentre quelle più piccole cui viene applicato il minimo, l’aumento del 700%».

Ben sappiamo come quello appena trascorso non abbia rappresentato il migliore degli anni possibili sia per il settore del turismo, quanto per quello della produzione primaria degli allevamenti in mare, settore quest’ultimo legato a doppio filo ai destini del primo. «Sono già iniziate le proteste da parte di alcune associazioni sia del mondo balneare che della pesca, iniziative che spingono per un intervento in autotutela da parte del Ministero delle infrastrutture, anche se sembra che per ora esso sia sordo alle legittime rimostranze».

Sempre Conventi si impegna «a sottoporre la tematica all’attenzione della Consulta regionale della pesca per la predisposizione di un documento unitario (si spera) del Consiglio regionale Emilia-Romagna a favore di una moratoria prima e di un ravvedimento operoso in seguito, da parte del nuovo ministro delle infrastrutture, Enrico Giovannini». —

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