Tre decessi con il covid e boom dell'isolamento domiciliare: 450 persone nel Ferrarese. Trovati i primi 4 casi di variante inglese

La distribuzione sul territorio è abbastanza omogenea. I numeri "buoni": in 227 tornano liberi, a 107 il secondo tampone negativo

FERRARA. Ancora tre vittime, ancora tre riocoveri, di cui uno in terapia intensiva, 56 tamponi positivi e ben 450 persone entrate in isolamento domiciliare. I numeri del quotidiano bollettino sulla situazione covid nel Ferrarese oggi registrano una particolare impennata, appunto quella dell'isolamento domiciliare (cui si aggiunge una sorveglianza telefonica).

La distribuzione sul territorio provinciale, tuttavia, non fa emergere zone particolarmente a rischio, come conferma la suddivisione di quell'alto numero nei comuni: Argenta 17, Bondeno 11, Cento 93, Codigoro 21, Comacchio 6, Copparo 53, Ferrara 138, Fiscaglia 8, Goro 1, Jolanda di Savoia 6, Lagosanto 0, Masi Torello 0, Mesola 0, Ostellato 3, Poggio Renatico 31, Portomaggiore 17, Riva del Po 16, Terre del Reno 10, Tresignana 10, Vigarano Mainarda 7, Voghiera 2.

I LUTTI

I lutti, dicevamo. Tre decessi, tre persone anziane, due uomini e una donna spirati ieri, lunedì 15 febbraio, con il covid e con patologie pregresse. Uno di loro, uomo classe 1938, era ospite della Cra Paradiso di Ferrara, città in cui era residente. Lo avevano portato all'ospedale Sant'Anna di Cona proprio il giorno di Natale, lo scorso 25 dicembre: ha resistito quasi due mesi, nonostante l'età e gli acciacchi, prima di arrendesi.

Storie diverse, invece, quelle delle due altre due persone spirate. La più anziana era ricoverata all'ospedale del Delta a Lagosanto, era una donna di Migliaro e l'anno di nascita era addirittura il 1927. Ancora a Cona, invece, l'altro uomo, più giovane, classe 1943, di Fiscaglia, ricoverato al Sant'Anna da 10 giorni.

I TAMPONI

L'incidenza dei tamponi positivi sul totale dei trattati (56 su 466) è più bassa del solito e si attesta sul 12%. L'età media dei nuovi contagiati è di 41,5 anni; 6 i casi provenienti da focolai e 50 gli sporadici. Di questi, 36 sono asintomatici (21 individuati con il sistema del contact-tracing, 0 da screening sierologico, 1 attraverso screening su specifiche categorie d’interesse, 0 con un test pre ricovero, 14 non noto) e 20 i sintomatici.

LO STUDIO

C'è poi da registrare la conclusione del primo studio in Emilia-Romagna sulla cosiddetta variante inglese del Coronavirus: sui 204 campioni analizzati tra il 4 e il 5 febbraio 57 sono risultati positivi alla variante britannica. Lo studio indica quindi che il 29,9% dei campioni analizzati è positivo alla variante inglese. Su 9 campioni (213 era il numero totale di quelli raccolti) non è stato possibile procedere per insufficienza di materiale organico. La prima analisi dei campioni si era basata sul test inverso, cioè un’indagine molecolare che non riconosce la variante inglese e in caso di esito di negativo indica quindi una verosimile positività, e aveva individuato 66 possibili casi. Dopo questo primo screening si è quindi passati agli esami di sequenziamento del virus, più approfonditi e che possono richiedere fino a 48 ore per ogni batteria di campioni: il risultato finale è stato di 57 casi confermati come variante VOC202012/01, questo il nome scientifico della variante inglese: 22 a Bologna, quattro a Ferrara, 13 a Modena, otto a Parma, tre a Reggio Emilia e sette in Romagna. L’indagine, avviata a livello nazionale su mandato dell’Istituto Superiore di Sanità, in Emilia-Romagna è stata condotta dall’Unità operativa di microbiologia dell’Ausl della Romagna a Pievesestina di Cesena, diretta dal professor Vittorio Sambri, e dal Laboratorio di analisi del rischio ed epidemiologia genomica della sezione di Parma dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna, sotto la guida del dottor Stefano Pongolini; il tutto, in collaborazione con la Regione - servizio Prevenzione collettiva e sanità pubblica - e i Dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende sanitarie territoriali. I tamponi positivi selezionati per l’analisi in Emilia-Romagna appartengono ad altrettanti cittadini scelti a caso ma in modo proporzionale rispetto al numero di abitanti delle singole province, fra i positivi individuati nei giorni 4 e 5 febbraio.

BUONE NOTIZIE

Ci sono anche i numeri "buoni". Quindi, sono uscite dall'isolamento a domicilio 227 persone, 3 quelle dimesse o guarite e 2 quelle trasferite a reparto non-covid all'ospedale Sant'Anna, 107 quelle clinicamente guarite, ossia al secondo tampone negativo.

Chiudiamo con la campagna di vaccinazione. Ieri effettuate a Ferrara 61 inoculazioni di vaccini (56 prime dosi, 5 seconde dosi), portando il totale dal 27 dicembre 2020 a ieri a 23.288 (di queste 13.316 sono prime dosi e 9.972 seconde dosi). Nel conteggio si sono aggiunte 529 vaccinazioni effettuate nelle Cra nelle giornate della settimana scorsa. —

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