Il fumo e la sigaretta elettronica Smette solo chi le resta “fedele”

Non funziona l’alternanza fra sigaretta tradizionale ed e-cig. Che risulta sicura  L’esito compare in uno studio condotto da sette università italiane tra cui Unife 

La sigaretta elettronica può rappresentare effettivamente una soluzione praticabile per chi intende smettere di fumare. Ma deve essere accompagnata dalla reale volontà di lasciarsi il vizio alle spalle. In pratica chi passa alla sigaretta elettronica deve completamente abbandonare il fumo “tradizionale” perché l’uso promiscuo dei due prodotti non favorisce l’uscita dal tabagismo.

Ricerca a corto raggio


La considerazione, ancora provvisoria, è emersa da uno studio comparso sulla rivista “European Review for Medical and Pharmacological Sciences ” eseguito col contributo di ricercatori di sette università. Tra questi, due docenti dell’Università di Ferrara, il professore ordinario Lamberto Manzoli e il professore associato Maria Elena Flacco, oltre alla dirigente dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, Francesca Bravi.

La ricerca ha coperto un periodo di sei anni (2013-2019), il più lungo tra quelli presi in esame dagli studi dedicati allo stesso tema. Stupisce il fatto che su una questione ormai riconosciuta a livello mondiale come decisiva nella lotta ad alcuni tipi di tumore ( come quello al polmone), e cioè il contrasto al tabagismo, la ricerca abbia finora prodotto pochi lavori che abbiano verificato l’efficacia sul lungo termine di una “opzione” che può aiutare il tabagista a chiudere con il vizio.

In realtà, spiega il professor Manzoli, «non ci sono studi al mondo, almeno fino a qualche settimana fa, che abbiano mai seguito e confrontato fumatori e vapers (utilizzatori della e-cig, ndr) per un periodo superiore a tre anni. Per quanto possa sembrare incredibile, è così». Il tabagismo, come confermano gli studiosi, è un’abitudine che nel corso degli ultimi 25-30 anni ha accusato una flessione nelle società occidentali, soprattutto grazie ad alcune campagne mirate, ma che da qualche tempo si è stabilizzata e soprattutto resta presente fra i giovani, forse anche a causa dell’attenuazione delle campagne antifumo.

L’abbinata non funziona

Manzoli sintetizza così alcuni risultati dello studio. «Chi usa sia e-cig che tabacco poi torna al tabacco nella grande maggioranza dei casi: le e-cig da sole possono essere utili per smettere con le sigarette tradizionali, ma se usate insieme non servono a nulla».

Resta poi da aumentare la “gittada” degli studi. «Occorrono più di sei anni per poter identificare l’attesa riduzione del rischio per la salute quando si passa alla “svapata” – osserva il docente – Nel periodo di riferimento dello studio che abbiamo eseguito le sigarette elettroniche non hanno mostrato problemi di sicurezza, effetti gravi acuti o altro di serio, come invece è stato a volte segnalato e temuto».

Gli “svapatori” sono poco fedeli allo strumento: «Più di un terzo del campione – conclude Manzoli – ha cambiato anche più volte prodotto durante i 6 anni del follow-up. In tanti hanno smesso e ricominciato, altri hanno abbandonato le e-cig, tornando alle tradizionali, passando poi al dual use, per poi tornare alle e-cig. In poche parole, anche se questo non ha inficiato i risultati (sono stabili anche prendendo solo chi non ha mai cambiato prodotto), questo fa capire che questo tipo di studi sono particolarmente complessi, che gli studi dove si chiede solo una volta se uno fuma e cosa, e poi senza più verificare si vanno a vedere gli esiti di salute 10 o 20 anni dopo, possono essere poco significativi».

Gi.Ca.

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