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Ferrara, celebrazioni dei matrimoni nelle chiese: restrizioni nel nuovo decreto di Perego

Il provvedimento del vescovo in vigore dal 1° marzo: ci si sposa solo nelle parrocchie di appartenenza con quattro eccezioni

FERRARA. È un’operazione che vuole fare ordine e disciplinare i luoghi dove celebrare i matrimoni religiosi nella diocesi di Ferrara-Comacchio. Il nuovo decreto firmato dell’arcivescovo Gian Carlo Perego, che entrerà in vigore il prossimo 1 marzo, stabilisce regole precise e più stringenti su dove celebrare questo sacramento. Disposizioni più restrittive, che erano stato allargate in conseguenza del terremoto. Il sisma infatti ha danneggiato moltissime chiese della diocesi, rendendole inagibili e per questo si dava la possibilità agli sposi, con un apposito decreto nel 2014, di scegliere altre chiese diverse dalla propria parrocchia.

NUOVA FASE

A distanza di quasi 9 anni, l’emergenza chiese terremotate è stata in parte superata e per questo motivo è stato promulgato un nuovo decreto dove si disciplina il luogo dove celebrare i matrimoni, mettendo in evidenza il concetto che il matrimonio, essendo un sacramento, si deve celebrare all’interno di una comunità di fede.

Per questo motivo il luogo del rito nuziale religioso potrà essere solo la parrocchia di residenza di uno dei due sposi, o la dimora da almeno un mese. È consentita anche la parrocchia di “elezione”, cioè quella frequentata da almeno due anni con una partecipazione continuativa e previo assenso del parroco.

I DIVIETI

In sostanza, come precisa don Roberto Solera, cancelliere arcivescovile della diocesi, il decreto di monsignor Perego impone che il luogo sacro della celebrazione sia la chiesa parrocchiale e sono da escludere gli altri luoghi sacri come le chiese non parrocchiali, le rettorie, i santuari e le cappelle private.

A maggior ragione sono da escludere gli spazi diversi da luoghi sacri come parchi, agriturismi, spiagge ed altri luoghi paesaggisticamente suggestivi.

QUATTRO ECCEZIONI

Nel decreto però vengono inserite anche quattro realtà di luoghi religiosi. La prima è la chiesa di Santa Maria Addolorata detta dei Servi in via Cosmè Tura a Ferrara, dove si consentono le celebrazioni ai cristiani di rito ortodosso, poi la Chiesa di Santa Chiara in corso Giovecca con il rito in latino; le parrocchie extradiocesi di Dogato e San Vito (giuridicamente sono Ravenna ma amministrate da un sacerdote della diocesi di Ferrara) nelle quali basta solo il via libera di una diocesi e infine l’Abbazia di Pomposa.

Casi singoli, supportati da motivazioni pastorali consistenti, possono essere sottoposti all’Ordinario diocesano, il quale valuterà l’opportunità di concedere un’apposita licenza. —

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