Ferrara, elementari sempre più vuote: la Manzoni perde una prima

Solo una sezione in via Zanardi, nessuna a Villanova e Malborghetto. Talmelli (Pd): dal Comune idee tardive. L’assessore: eredità delle vecchie giunte 

FERRARA. Ci sono anche le elementari Manzoni di via Zanardi a scontare la progressiva diminuzione di iscritti. A differenza degli anni passati non ce ne sono abbastanza per formare due prime, e ci sarà una sola sezione. Un caso che va ad aggiungersi a quelli già noti delle scuole di Villanova, dove non ci sono state iscrizioni ed è saltata la prima, e di Malborghetto che aveva “raggranellato” cinque iscritti, troppo pochi per fare la prima. Tre bimbi andranno dunque a Francolino (la prima sarà composta così da 15 alunni) e i rimanenti due in altre scuole di Ferrara.

Non solo pochi nati


Ma se il crollo delle nascite è certo un fattore determinante, non è l’unico. Malborghetto, per esempio, quest’anno aveva sulla carta i numeri per fare una prima, sottolinea il segretario comunale del Pd Alessandro Talmelli: «sedici-diciotto bimbi che abitano nella frazione, ma che in gran parte fin dall’inizio sono stati iscritti in altri plessi. Questo perché c’è anche il tema dell’offerta e della qualità dei servizi scolastici, sul quale i genitori sono particolarmente attenti. A Malborghetto ad esempio manca il tempo pieno, a differenza di Baura, e inoltre è anche penalizzata dalla mancanza di una scuola dell’infanzia che possa “fare da traino” e garantire la continuità. Non a caso a Francolino ci si è battuti per mantenere la scuola d’infanzia privata, e senza quella battaglia le scuole elementari difficilmente sarebbero sopravvissute».

Altro punto, le scuole paritarie, «dove la crisi delle iscrizioni è stata avvertita in maniera minore. La Sant’Antonio di via Giovanni XXIII è a poca distanza dalle Manzoni, che quest’anno hanno perso una prima. Per Villanova invece il problema è il calo demografico, unito alla sua posizione di confine e di vicinanza con altri plessi capaci di calamitare le iscrizioni».

Ma l’errore più grande, ribadisce Talmelli, sarebbe innescare una concorrenza tra scuole. Al contrario, «è tutto il sistema scolastico nelle frazioni che va ripensato, puntando sulla qualità». Per questo, aggiunge, la soluzione proposta dal Comune di cancellare la quota variabile del trasporto scolastico, è «tardiva e insufficiente. Le iscrizioni si sono chiuse infatti il 25 gennaio ma il provvedimento adottato dalla Giunta arriva solo il 21 gennaio. Un po’ troppo tardi per pensare che le famiglie che devono iscrivere i bimbi alla prima elementare abbiano atteso solo gli ultimi giorni per decidere e possano cambiare la loro scelta, che normalmente avviene già a dicembre, periodo in cui le scuole organizzano gli Open Day. Pensare di risolvere il problema del calo demografico e dello spopolamento delle frazioni con un provvedimento meramente economico, per di più decisamente fuori tempo, e con piccoli interventi di manutenzione è assolutamente insufficiente».

Da parte sua l’assessore all’Istruzione Dorota Kusiak rivendica di aver affrontato il problema «fin dalle prime settimane di insediamento della giunta. Purtroppo il calo demografico in città e lo spopolamento delle frazioni sono uno dei fardelli più pesanti che le politiche della vecchia amministrazione hanno lasciato in eredità». Un lavoro «lungo e complesso dopo tanti anni di trascuratezza. Per invertire la rotta non bastano pochi mesi, la strada è lunga e difficile e passa per un cambiamento profondo della città che abbiamo cominciato comunque a realizzare».

I provvedimenti

Oltre all’abbattimento dei costi di trasporto, ricorda, sono state intraprese altre azioni: la riqualificazione del plesso di Malborghetto («abbiamo tinteggiato la scuola, cambiato la caldaia e rinnovato il cortile»), il supporto alle famiglie negli incontri con l’Ufficio scolastico provinciale «sia per la scuola di Malborghetto, che per quelle di Francolino e Villanova e abbiamo condiviso le problematiche con i presidi con incontri mirati a individuare e affrontare i problemi».

A questo si aggiungono «i contributi ai soggetti che fanno attività di doposcuola favorendo le realtà frazionali, in modo da alimentare la presenza e la partecipazione dei bimbi e delle famiglie», i campi estivi organizzati la scorsa estate «facendo attività anche nelle scuole che prima non erano coinvolte come appunto Villanova. Così l’anno scorso la scuola di Pontegradella, rimasta senza una classe prima nell’anno precedente, ha registrato un aumento di iscritti».

Certo, conclude, «siamo ben consapevoli che questo non basta e il nostro impegno non finisce qui: la denatalità è un fenomeno che colpisce tutto il Paese e che si combatte, sui territori, con politiche di lungo periodo. Risolvere la situazione è un’ operazione che passa attraverso un profondo ripensamento dell’intero sistema città che deve vivere e crescere in modo armonico, con un unico progetto capace di valorizzare ogni sua parte». —

Alessandra Mura

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