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Giustizia e Covid a Ferrara. L’ultima denuncia: «Dovete indagare su Cra Caterina»

I parenti della 75enne ospite della struttura, morta per virus In corso le inchieste sulle case di riposo di Argenta e Ferrara

FERRARA. Aveva poco più di 70 anni, era caduta in casa e dopo le cure per le fratture e la convalescenza, l’anziana ferrarese era stata dimessa dall’ospedale di Cona, con tampone negativo, e quindi accolta, per la riabilitazione, alla Residenza Caterina di Ferrara.

NESSUNA PATOLOGIA


Era il settembre scorso, e venne ospitata nel reparto ad hoc, per la riabilitazione (l’altro della struttura è quello dei lungodegenti): ma dopo una degenza di un mese e mezzo la donna, a metà novembre è morta, di Covid, e non aveva mai avuto patologie pregresse, come purtroppo ormai ci hanno abituato a registrare i bollettini sanitari che indicano nel Covid una concausa dei decessi di tanti anziani, debilitati fisicamente. Adesso su questo caso, i familiari e il loro legale hanno depositato una denuncia circostanziata alla procura, corredata di carelle sanitarie, documenti che indicano la scansione temporale degli eventi e soprattutto il fatto che l’anziana donna era Covid free, e, dunque, pur in modo deduttivo, presunto e ipotetico, i familiari e legali chiedono spiegazioni, chiedono alla procura di indagare sul perché possa aver contratto il Covid all’interno del reparto di riabilitazione della Cra Caterina. Residenza per anziani che guarda caso, l’ottobre scorso, fu al centro di un primo focolaio in una casa di riposo della città a Ferrara, tutte risparmiate fino ad allora dai contagi, e Covid free per mesi fino alla seconda ondata del virus, mentre l’emergenza della prima fase della pandemia scoppiò nelle case di riposo dell’Argentano ora sotto inchiesta.

Coronavirus, sit-in davanti alla Cra Paradiso a Ferrara

INCHIESTE E DENUNCE

La denuncia contro la Residenza Caterina è stata depositata la settimana scorsa e ora la procura dovrà – come atto dovuto e automatico – aprire l’inchiesta come ha già fatto dopo le sollecitazioni, esposti e denunce di tanti familiari e parenti di anziani contagiati o vittime del virus. Legale e famiglia dell’anziana ospite della Caterina attendono ora gli sviluppi del caso, e sollecitano risposte in merito alla successione dei fatti denunciati. È solo l’ultimo caso, di tanti, e non il solo alla Residenza Caterina, poiché da quanto si apprende, altri familiari di degenti e ospiti hanno presentato esposti – più generici – chiedendo spiegazioni alla procura sulle condizioni di cura e sull’impossibilità di poter visitare e monitorare lo stato di salute dei propri cari.

Sarà dunque un nuovo fascicolo quello sulla Residenza Caterina, che si andrà a sommare a quelli aperti dalla scorsa primavera ad oggi dai magistrati della procura.

È questa, dunque, l’altra faccia del Covid, della pandemia, e così come accaduto in tutta Italia di fronte di decessi nelle case di riposo per anziani, anche nel Ferrarese familiari delle vittime e dei contagiati cercano risposte dalla giustizia, sul fronte giudiziario. Ma non sarà facile dare risposte per i magistrati al lavoro. L’ultimo tra questi il pm Fabrizio Valloni cui è stata assegnata l’indagine su un’altra Cra, la Residenza Paradiso a Ferrara, al centro anch’essa da settimane di richieste di controllo da parte dei familiari che hanno presentato diversi esposti alla procura, poi confluiti, appunto, nell’indagine affidata al pm Valloni: indagine al momento, ricordiamo, ancora nella fase conoscitiva come “atti relativi” e senza ipotesi di reato né tantomeno indagati.

MANICA SOTTO ACCUSA

Indagati invece, presidente e vice di Coop Serena che gestisce la Residenza Manica di Argenta, dalla primavera scorsa nel mirino degli inquirenti – dopo esposti a raffica – sui decessi che si sono ripetuti: 16 i casi che compaiono negli atti del pm Ciro Alberto Savino che indaga anche sui decessi nell’Argentano, alle residenze Fiorana e Villa Aurora. Per dare risposte nell’indagine in corso si è avvalso di un virologo di Padova, Saverio Parisi: il perito della procura sta ultimando la relazione e dovrà dare indicazioni precise alla procura in merito a possibili negligenze o meno da parte delle direzioni delle strutture nella gestione della lotta alla pandemia: la domanda che ormai viene formulata in tutte le inchieste analoghe, a Ferrara come in tutta Italia, è se si sarebbero potuti evitare contagi tra il personale e tutti questi decessi.

PRIME RISPOSTE

La prima risposta è che nella prima fase del contagio, da marzo in poi e fino al settembre scorso, vi era una assoluta imprevedibilità, una non conoscenza sul cosa fare e come affrontare la pandemia. Da settembre in poi, inizio seconda ondata, le strutture – forti dell’esperienza della prima ondata – avrebbero dovuto avere protocolli di sicurezza più incisivi. Se l’abbiano fatto o meno, occorre attendere ancora tanto: le inchieste sono destinate a non aver tempi brevi. –

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