Quattro vittime, la più anziana aveva 100 anni

Mesola piange Renzo Dal Pont, cameriere di 63 anni. Blitz dei Nas alla Residenza Caterina: altra inchiesta sulla struttura

Quattro decessi, otto ricoveri (di cui due in terapia intensiva) e 64 nuovi positivi al coronavirus in provincia di Ferrara di cui 2 da focolai e 64 da casi sporadici: 47 sono asintomatici e 17 sintomatici.

Secondo il bollettino sanitario della giornata di ieri si contano anche 269 persone entrate in isolamento domiciliare e 310 persone uscite da isolamento e sorveglianza. Nelle ultime 24 ore ci sono anche 72 guariti, ovvero risultati negativi al doppio tampone.


Le vittime sono quattro e tra queste una donna di 89 anni di Cento e una anziana di cento anni di Ferrara, ospite della residenza Betlem di Ferrara.

MESOLA IN LUTTO

Altra vittima Renzo Dal Pont, che aveva 63 anni e di professione faceva il cameriere: non aveva altre patologie, il contagio da Covid per lui si è rivelato fatale, con ricovero a Cona il 25 gennaio e la morte mercoledì mattina. Come tradisce il cognome, il 63enne (64 ad aprile) era originario di Somma Lombardo (Va) e ha sempre lavorato in locali, in particolare in aree montane, dove ne ha gestito uno tutto suo. E proprio in montagna ha conosciuto Anna, sarda di origine, poi diventata sua moglie, che lo ha accompagnato nella nostra provincia quando Dal Pont ha trovato lavoro in un rinomato ristorante a Porto Garibaldi. La coppia è andata a vivere a Mesola e lui dopo anni di lavoro sulla costa, da 15 era il capocameriere del ristorante King a Rivà (Ro), a pochi chilometri da Mesola. «Era il nostro pilastro – raccontano i Guerrini, i titolari del noto locale –, l’unico in 20 anni di gestione a cui abbiamo dato le chiavi. Era la persona più buona che potesse esistere, umile, buona, mai dato un problema e apprezzato da tutti i clienti, che infatti ci hanno chiamato numerosi per ricordarlo». La sua grande passione era la montagna, ci andava ogni volta che poteva. Oltre alla moglie, lascia i parenti residenti nel Varesotto. I funerali dovrebbero esserci domani.

La quarta vittima registrata dal bollettino nella giornata di ieri, una donna di 95 anni di Ferrara ospite alla residenza Caterina di Ferrara: la stessa Cra Residenza Caterina che conta ad oggi, secondo i dati emersi, oltre 25 anziani deceduti per Covid e finita di nuovo sotto i riflettori per le indagini in corso dopo esposti e denunce di familiari di ospiti, vittime di Covid o contagiati all’interno della struttura.

Blitz del Nas

Proprio al suo interno, nei giorni scorsi il nucleo Carabinieri del Nas ha eseguito un accesso per verificare le condizioni della struttura e il rispetto dei protocolli sanitari: da quanto si apprende i militari del Nas non avrebbero rilevato nulla di irregolare, ed è bene precisare che si è trattato di un controllo non collegato alle inchieste giudiziarie in corso, ma che rientra – come sta avvenendo in queste settimane in tutta la regione per le strutture delle case di risposo per anziani – di sopralluoghi di controllo: anche la Residenza Paradiso di Ferrara, infatti, altra struttura al centro di una inchiesta aperta dalla procura, era stata visitata dai carabinieri del Nas, e come accaduto alla Caterina al suo interno non avrebbero ravvisato irregolarità. Restano le indagini aperte: quella sulla Caterina e sulla Residenza Paradiso in città, e altre in provincia, seguite da un pool di magistrati.

Pool di magistratI

Oltre Fabrizio Valloni, titolare della indagine solo esplorativa al momento sulla Paradiso, aperta in seguito agli esposti presentati dai familiari degli ospiti anziani, anche la pm Barbara Cavallo lo affiancherà per queste nuove tranche d’inchiesta che riguardano anziani contagiati e deceduti nella seconda ondata da ottobre in poi. Del pool fa parte anche il pm Ciro Alberto Savino, al lavoro assieme al collega Valloni per una indagine aperta dopo l’esposto di legali su una anziana ospite della Caterina, i cui familiari hanno lamentato fosse stata prima abbandonata e poi contagiata al Covid. Un lavoro per il pm Savino che si somma a quello della prima inchiesta aperta dalla procura nella primavera scorsa sulle strutture per anziani dell’Argentano, Residenza Manica, Fiorana e Villa Aurora.

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