Covid, rinviate le prenotazioni per i vaccini AstraZeneca

I medici di base: nel Ferrarese per il personale scolastico non si parte lunedì 22 febbraio. L’Aifa alla “Nuova” sulle reazioni avverse: in Italia finora nessun caso anomalo

FERRARA. La notizia che da lunedì si apriranno le prenotazioni per la vaccinazione del personale scolastico e per le persone disabili con l’antidoto prodotto da AstraZeneca ha suscitato molto interesse nelle categorie coinvolte che hanno già iniziato a contattare i medici di famiglia. Ma a Ferrara il via alle prenotazioni negli ambulatori dei medici di base, pur annunciato dalla Regione per il 22 febbraio, scatterà nei giorni successivi. Ieri sera il direttore generale dell’Asl, Monica Calamai, ha incontrato Claudio Casaroli, segretario del sindacato Fimmg (medici di base). «Le prenotazioni – ha detto Casaroli – non partiranno lunedì per questioni organizzative (tra cui la formazione del personale) ma nella settimana e forse, all’inizio, solo in alcune medicine di gruppo». Alla campagna non parteciperanno tutti i medici di famiglia, perché uno dei requisiti è essere vaccinati e in provincia 43 medici di base su circa 250 ancora non hanno assunto l’antidoto.

Ieri a qualche medico sono letteralmente saltati i nervi. «Stiamo ricevendo chiamate su chiamate di persone interessate a vaccinarsi nei nostri ambulatori – ha dichiarato una convenzionata alla “Nuova” – ma non sappiamo ancora nulla sulle modalità con cui sarà svolto il servizio». La comunicazione della Regione è stata veloce e ha preso un po’ in contropiede la categoria. Anche a Ravenna, ad, esempio, il presidente dell’Ordine provinciale dei medici, Stefano Falcinelli, ha sollevato il caso dell’eccessiva ristrettezza dei tempi di organizzazione.


Le dosi nei magazzini

In provincia nei magazzini delle aziende sanitarie sono già stoccate 2.500 dosi di AstraZeneca a cui se ne dovrebbero aggiungere altre 3.900 la prossima settimana.

Il personale docente è composto da 4.930 persone. La platea potenziale per il siero supera quindi le 3mila unità, considerando che Aifa ha ampliato la classe dei possibili assuntori fino a 65 anni.

Regione e Aifa

Intanto è rimbalzata in Italia dalla Germania la notizia degli effetti collaterali segnalati dopo la vaccinazione col siero AstraZeneca. L’assessore regionale Donini ha dichiarato ieri alla “Nuova” che la questione è di competenza di altri livelli di autorità, come Aifa. Quest’ultima, contattata dalla “Nuova”, ha risposto che «La farmacovigilanza gode di una attiva rete europea che, in tempo reale, verifica le segnalazioni di reazioni avverse provenienti dagli Stati membri. Attualmente è in corso la verifica delle segnalazioni provenienti dalla Germania e da altri Paesi». Venendo all’Italia, «per quanto riguarda il vaccino prodotto da AstraZeneca – prosegue Aifa – premettendo che finora sono state somministrate poche decine di migliaia di dosi a fronte di oltre mezzo milione di quelle distribuite, il sistema di farmacovigilanza ha registrato le reazioni avverse a questo vaccino senza evidenziare una incidenza di queste superiore a quelle descritte nei documenti di registrazione del prodotto». —

Gioele Caccia

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