La Spal butta via il doppio vantaggio a Vicenza

Il gol del primo vantaggio di Alberto Paloschi

Primo tempo in controllo con il bel gol di Paloschi e il rigore, contestatissimo, di Valoti. Ripresa con cedimento progressivo e due gol subìti in 5': 2-2 finale è amarissimo

FERRARA. Rilancio in grande stile o crisi? La Spal a Vicenza si trovava ad un importante bivio della propria stagione, in un momento caldo del campionato. Dopo cinque gare consecutive senza vittoria, con soli 4 punti all'attivo, i biancazzurri erano chiamati/attesi ad una risposta che facesse chiarezze e potesse auspicabilmente rilanciare la rincorsa al secondo posto, prima della gara del “Menti” distante solo 3 punti. È finita con... una via di mezzo. Primo tempo di illusoria superiorità e doppio vantaggio, ripresa a subire un’incredibile pareggio in 5 minuti. In sintesi: occasionissima persa. Sprecata la chance del ritorno al successo, e quella di accorciare le distanze verso l’alto.


Spal in campo con l’assenza dell’ultimo momento di Mora, bloccato da un attacco influenzale (è ancora malanno di stagione...). Attacco pesante, con Asencio - al debutto dal 1’ - al fianco di Paloschi. Confermati i tre centrali difensivi. Il Vicenza sceglie un assetto offensivo, con le due punte e Giacomelli trequartista. Centrocampo agile, veloce, con Vandeputte, per mettere in difficoltà sul passo i biancazzurri. Ma è non fare i conti con la strategia di mister Marino, che - consapevole delle caratteristiche altrui e delle proprie - cambia modulo optando per un 4-3-1-2 speculare a quello vicentino e soprattutto con due mezzeali di frequenza come Segre e l’adattato (non improvvisato: c’è differenza) Strefezza. Dickmann e Ranieri terzini, coppia centrale Tomovic-Vicari.


Avvio equilibrato, ma con maggior possesso spallino. La manovra cerca di giovarsi del pivot Asencio, che prova ad aprire spazi come a fare da riferimento. Il centravanti spagnolo è abile a fare da sponda, non a caso manda alla conclusione sia Segre che Paloschi. La Spal è in controllo, tiene la bacchetta, e la tattica funziona. Tanto che quasi allo scoccare della mezz’ora la rete del vantaggio appare frutto maturo e meritato: bravo Paloschi a sfruttare con tecnica e destrezza la deviazione di Valoti.

Il possesso palla spallino si eleva addirittura al 61%. I biancazzurri hanno il merito di insistere, di cercare il raddoppio. E lo trovano, su rigore. Sanzione contestatissima dai veneti, epperò messa a profitto dalla Spal: secondo penalty consecutivo in due gare, se con l’Empoli aveva calciato Esposito questa volta è Valoti e trasformare impeccabilmente. Il punteggio all’inglese viene messo in ghiaccio fino all’intervallo, con Asencio ancora preziosissimo per capacità nel tenere palla e dare fiato alla squadra.

Si può immaginare una ripresa all’assalto da parte del Vicenza, che si ripresenta con Dalmonte per Vandeputte ed il conseguente cambio di modulo che diventa 4-4-2: adesso Di Carlo cerca di sfruttare le corsie, per “allargare” la Spal. Un pericolo arriva, e serve la grande risposta di Berisha per neutralizzare Meggiorini.
I veneti producono il massimo sforzo, Giacomelli è minaccioso poi ancora Berisha risulta provvidenziale. Andamento della gara completamente ribaltato. Dai e dai, il Vicenza segna. Una prima volta, ed una seconda. Come dire che la Spal vede annullato il doppio vantaggio. Incredibile, serviva più autorevolezza.

Nel finale poteva arrivare il successo, come la sconfitta. Ma resta tanto rammarico. Non si può sprecare così. —