Le nutrie dilagano a Monestirolo: «Orti distrutti e nessuno interviene»

I residenti di via Della Pesca protestano: siamo abbandonati. «La situazione è pericolosa, richieste di aiuto inascoltate»

Monestirolo: siamo invasi dalle nutrie e nessuno fa niente

FERRARA. Ogni tentativo di piantare anche solo un po’ di radicchio è destinato a fallire, se si desidera trascorrere un pomeriggio a pescare lungo l’argine si rischia di finire in una buca e farsi male, mentre le passeggiate serali si trasformano in uno slalom tra gli escrementi. A rovinare la quiete di un gruppo di residenti della frazione di Monestirolo, rendendo impossibili anche i passatempi più semplici, sono le nutrie «che a decine invadono i nostri giardini senza che noi possiamo fare nulla per difenderci», protesta anche a nome dei vicini di casa Ludovico Robustini, agente municipale in pensione.

«Sono ormai diffuse in modo incontrollabile - prosegue - e fanno danni enormi. Abito in una vecchia casa in via Della Pesca, sul Po di Primaro, vicino ad altre quattro-cinque famiglie che condividono lo stesso problema».

Come molti pensionati, il signor Robustini si è cimentato nella realizzazione di un orto: niente da fare. «Ho piantato un po’ di radicchio e altre colture, ma le nutrie hanno distrutto tutto. Le vediamo attraversare cortili e giardini a decine, scavano buche profonde lungo l’argine, provocando dissesti, devastano i terreni attorno alle case e rappresentano anche un pericolo dal punto di vista igienico, per il rischio di leptospirosi e altre malattie».

Poco lontano vive anche il professor Carlo Buono, che tempo fa aveva deciso di espiantare la vigna nel suo terreno per fare posto a un parco di piante catalogate, tipiche delle nostre zone, molte delle quali sono ormai rare. «Era diventato un luogo didattico, ci portavano i bambini delle elementari in visita, ma a rovinare tutto ancora una volta sono arrivate le nutrie».

Le richieste

Il signor Robustini ha chiesto aiuto alla Provincia «che però non è competente, perché può intervenire solo con i coadiutori in aiuto delle aziende agricole, secondo il piano di controllo». Il passo successivo stato dunque quello di rivolgersi alla polizia locale «mi hanno detto che vedranno cosa possono fare, ma è già trascorsa quasi una settimana e qui non si è visto nessuno. Ma noi privati cosa possiamo fare? Non possiamo certo assumerci noi l’iniziativa e la responsabilità di catturare o eliminare le nutrie. E intanto la situazione peggiora, questi animali non hanno nessun antagonista e se non vengono controllati dilagano creando veramente molti disagi. Qui attorno ci sono buche dappertutto, finirci dentro è un attimo, e può essere anche molto pericoloso: tutta la sponda del fiume lungo la via Alzaia è ridotta a un colabrodo. Ma nessuno interviene, e ci sentiamo abbandonati».

Quello delle nutrie, peraltro, non è il solo problema che affligge questa zona della frazione di Monestirolo. Ma questa volta più che gli animali a essere messi sotto accusa sono i loro proprietari: «I cento metri di via Della Pesca che arrivano fino al centro del paese sono diventati una sorta di latrina per i cani. Che, premetto, anche a me piacciono molto. Peccato che i proprietari maleducati non provvedano mai a raccogliere gli escrementi, e in certi giorni fare una passeggiata diventa un’impresa. È una zona frequentata anche da anziani e bambini, ed è ridotta in modo indecoroso. Ci vuole più educazione e civiltà da parte dei proprietari». —

A.M.

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