Mazzetta da 50 euro a Ferrara. Il meccanico rischia sei anni di carcere

La Motorizzazione civile il giorno del blitz

Via agli interrogatori dei 216 indagati, in fila per patteggiare. La Cgil: dipendenti minacciati e insultati solo perché lavorano lì

FERRARA. L’inchiesta sulle revisioni taroccate e comprate è ormai al rush finale. In questi giorni si svolgono gli interrogatori dei 216 indagati, che tenendo da parte le posizioni dei sette arrestati con il blitz di Procura, Finanza e Polizia stradale (tra questi i due funzionari della Motorizzazione, Cesare Franchi ed Edoardo Caselli e l’intermediario Alessandro Barca), riguardano meccanici, titolari di officina, di agenzia pratiche, aziende trasporti, camionisti accusati di aver “comprato” le revisioni, facilitate o anche anticipate.

Officina ad Occhiobello


È il caso del titolare di una officina di Occhiobello che dopo aver revisionato regolarmente un camion che sarebbe dovuto andare all’esame della Motorizzazione, viene intercettato con Alessandro Barca (ancora oggi agli arresti domiciliari) che era il perno dello scandalo, in quanto mediatore tra chi doveva fare la revisione e i funzionari della Motorizzazione. Il meccanico parla con Braga sulla possibilità di anticipare l’esame, poiché – già rimesso a posto e pronto per uscire in strada – sarebbe rimasto fermo in attesa dell’esame di revisione fissato dopo due mesi.

Il meccanico interrogato nei giorni scorsi, col suo legale, dagli ispettori di Finanza e Polstrada, diceva nel colloquio intercettato di essere disposto ad aggiungere alle spese vive anche 50 euro, di “regalo” non si sa se a Barca o da girare a qualcuno: «Ci penso, non ti preoccupare», lo rassicurava Barca. Tutto questo per spiegare che il meccanico e così altre centinaia di persone indagate rischiano per il reato di corruzione propria una pena che parte dai 6 anni di carcere in su, per la norma “spazza corrotti” rigorosa e senza scappatoie: poiché quando diventerà definitiva la pena, non è prevista la sospensione (concessa di solito ad incensurati): per 50 euro di mazzette, si va dritti dritti in carcere.

Processi veloci

E allora? Gli interrogatori in corso servono ai difensori per alleggerire le posizioni degli indagati (che confessino) e alla procura raccogliere più elementi possibile per poter accogliere i patteggiamenti: processi veloci, per non intasare gli uffici. Prima tra tutte, la posizione di Franchi, il dirigente che conta oltre 100 capi di imputazione: dopo la collaborazione, un superpatteggiamento per chiudere tutto.

Basta minacce

E arriva la denuncia dei sindacati: «Lavoratrici e lavoratori della Motorizzazione sono da tempo esposti ad una gogna che ha superati i limiti. Insultati, minacciati da utenti che fanno di tutta l'erba un fascio - si legge in una nota di Natale Vitali (Fp Cgil) - Il concetto di "sono tutti uguali" induce a mancare di rispetto ai dipendenti con l'unica colpa di lavorare alla Motorizzazione al centro dell'inchiesta in corso. La totalità di chi lavora alla Motorizzazione sono persone oneste che fanno il proprio mestiere con spirito di servizio nonostante le condizioni nelle quali sono costretti a lavorare». –

D. P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA