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Coronella piange il suo presidente: è morto Bonora, anima del paese

Per vent’anni alla guida della Polisportiva, domani i funerali. Il figlio: «Era ben voluto, gli piaceva spendersi per gli altri»

CORONELLA. Una persona buona, che non si tirava mai indietro e che amava il suo paese e la sua comunità. Sono queste le parole più frequenti pronunciate dalla gente riguardo a Olivio Bonora, storico presidente della Polisportiva Coronella, deceduto venerdì a 75 anni. E proprio oggi ne avrebbe compiuti 76. «È stato un pilastro della polisportiva e della comunità tutta. Bonora - ricorda il sindaco di Poggio Renatico, Daniela Garuti - ha seguito con impegno la squadra del paese ma si è sempre dato molto da fare anche nella sagra che, praticamente, è nata con lui. Negli anni si è ingrandita e ha richiamato anche persone che arrivavano a Coronella apposta per farsi una bella mangiata al Caplaz». E se oggi la frazione poggese ha una sua identità, un suo tessuto sociale forte e coeso, è anche perché persone come Bonora si sono spese e impegnate per creare un legame tra le persone.

IL VOLONTARIATO


«Mio padre - dice il figlio Alberto - voleva bene alla gente e la gente voleva bene a lui. C’era un sincero affetto reciproco». Dopo una vita passata alla For Spa, polo logistico di Poggio Renatico, Bonora si è dedicato a tempo pieno al volontariato ma il suo impegno nella Polisportiva risale a prima della pensione. «Già quando lavorava era diventato presidente. Se non era al lavoro era al campo; era fatto così. Ha guidato la polisportiva fino a quattro anni fa e l’ha sempre fatto con dedizione», dice il figlio.

L’ANEDDOTO

Un altro ricordo arriva da Jimmy Vezzali, ex dirigente sportivo del Coronella. «Olivio era una persona squisita, sempre attento e disponibile. Difficilmente si tirava indietro se c’era da fare qualcosa per la squadra e per il territorio. Quando l’avventura calcistica del paese è finita mi è dispiaciuto». Bonora era uno di quei presidenti che ci tenevano veramente al loro ruolo. «Era sempre il primo ad arrivare al campo e - ricorda Vezzali - prima degli allenamenti mi fermavo nel suo ufficio a far due chiacchiere e bere il caffé». E aggiunge: «Ricordo che una volta noi eravamo in Seconda categoria, zona retrocessione, e c’era un giocatore libero che mi sarebbe piaciuto avere in squadra. Era uno di peso, che costava. Gliene parlai e dopo una botta di conti mi disse che era d’accordo. Credeva in quello che facevamo ed era generoso».

L’ULTIMO SALUTO

Una macchina da guerra anche nella “caccia agli sponsor”. «Tutto quello che faceva lo faceva per il paese, per tenere unite le persone e creare un punto di incontro per i giovani. Sentiva la necessità di offrire qualcosa alle persone del posto e attraverso lo sport, le sagre e le feste riusciva nel suo intento», conclude il figlio. Domani alle 15 nella chiesa di Coronella si terrà l’ultimo saluto a Olivio Bonora, storica guida della Polisportiva e anima del paese. —

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