L’Orient-Express a Migliaro per farsi rimettere a nuovo

La manutenzione dello storico treno ora usato per il turismo affidata alla Erail «L’ex zuccherificio scelto come sede e in futuro potrebbero esserci altri lavori»

MIGLIARO. È stato qui per alcuni giorni per manutenzione il mitico Orient-Express, proprio lui, il treno di Mata Hari, di James Bond, di Hercule Poirot, dei mercanti balcanici e dei ricchi rampolli della borghesia europea. Il treno era sui binari che attraversano l’ex zuccherificio di Migliaro. Ma come era mai era lì? A spiegarcelo è Giuliano Iori, responsabile dello stabilimento di Migliaro per conto della Erail, un’azienda con sede centrale a Firenze che si occupa di materiale rotabile, manutenzione e rimessaggio treni, nonché progettazione e innovazioni tecnologiche relative all’ambito ferroviario. Dunque, Migliaro e l’Orient-Express come si incontrano? «Nei mesi scorsi la Erail ha ricevuto la richiesta dalla Belmond (compagnia alberghiera inglese proprietaria di una catena internazionale di hotel di lusso e, al momento, unica gestrice del Venice-Simplon-Orient-Express) di fare una accurata manutenzione del convoglio, approfittando del fermo per l’emergenza Covid. Noi della Erail avevamo già individuato il sito di Migliaro come una possibile sede per effettuare i nostri lavori e così siamo arrivati in provincia di Ferrara. Siamo rimasti al lavoro da ottobre fino a pochi giorni fa, il contratto con Belmond scadeva a marzo. E così ora, Covid permettendo, il treno dei sogni tornerà in attività».

L’INTERVENTO


Ancora Iori ci spiega nel dettaglio il tipo di lavoro effettuato all’interno del cantiere: «Abbiamo lavorato quotidianamente 10-12 persone, fra manutentori specializzati (capaci di muoversi fra velluti, legni pregiati e intarsiati, broccati, ottoni lucidatissimi, ecc) e guardie giurate, in servizio 24 ore al giorno perché il convoglio ha un valore enorme, basti pensare che è assicurato per ben 30 milioni di euro. Non abbiamo dato la possibilità di visitare il cantiere, al di là del Covid non aveva molto senso, visto che l’interno delle carrozze è “sventrato” per esaminare e, al bisogno, effettuare la manutenzione di impianto elettrico, idraulico, condizionamento e altro. Alla fine abbiamo consegnato il convoglio all’azienda committente pronto per nuovi viaggi, ma qualora il Covid impedisse ancora la ripresa della stagione turistica, si sta anche ragionando sulla possibilità di organizzare visite su prenotazione di gruppi ristretti di persone interessate. Vedremo».

“Il Venice Simplon-Orient-Express è uno dei treni più leggendari al mondo. A bordo delle nostre carrozze non viaggerete solo in Europa, ma anche in epoche lontane. Il legno lucido, i sontuosi rivestimenti e i lampadari originali riproducono l’eleganza e il fascino dell’epoca d’oro del viaggio”. E ancora: “L’arte del viaggiare ha raggiunto il suo apice. Gli splendidi tessuti e le pannellature in legno lucido che impreziosiscono le nostre eleganti cabine vi riporteranno a un tempo passato. Le cabine doppie, dotate di comodi sedili da cui ammirare il paesaggio circostante, di notte si trasformano in allettanti camere da letto con luci soffuse e fresche lenzuola. Emblema del lusso, le ampie cabine Suite sono ideali per rilassarsi”. È questo il messaggio che compare sul sito di Belmond per prenotare un romantico viaggio a bordo di questo treno. Ma chi viaggia, oggi, sull’Orient-Express? «La clientela attuale è composta quasi tutta da persone facoltose e di una certa età. Un viaggio di pochi giorni da Londra a Venezia con visita ad alcune città durante il tragitto costa sui 2.500 euro a persona. Poi una volta l’anno, in agosto, si effettua un Londra-Istanbul che non passa per Venezia ma per Vienna, Budapest e Belgrado. Un viaggio molto costoso e non per tutte le tasche, specie di quelle dei giovani d’oggi».

LAVORI FUTURI

La Belmond paga la pandemia ha la forza per attendere tempi migliori, potendo contare su una grande catena di alberghi, sparsi in tutto il mondo, e con l’Orient-Express che è di fatto una sorta di fiore all’occhiello per la sua clientela internazionale, «una minuscola ciliegina su una torta già grande e ricca di suo», dice Iori.

Intanto a Migliaro, ripartito il treno dei sogni, lo stabilimento non dovrebbe rimanere a lungo deserto: «La Erail sta lavorando a tre progetti decisamente interessanti che, ove avviati, potrebbero creare lavoro stabile per 40-50 persone per molti anni, e proprio a Migliaro. Si tratta di progetti rivolti alle Ferrovie Italiane in senso lato ma anche a Fer o Tper e simili e riguardano sistemi integrati di sanificazione completa dei convogli dal coronavirus, introduzione di modifiche ai motori diesel ancora circolanti con abbattimento dei consumi e dell’inquinamento del 50%, l’installazione sui treni ad alta velocità (e un domani anche sugli altri) di un sistema anticollisione a tecnologia satellitare capace di allertare il blocco automatico dei due convogli a rischio di scontro ben 5 chilometri prima dell’impatto. Sono in corso contatti e colloqui e se l’esito sarà positivo l’incontro fra Erail e Migliaro diventerà duraturo», conclude. —

Mario Bellini

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