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Radiato il legale Miraglia: a Ferrara seguì casi di minori allontanati

Il provvedimento contro l’avvocato modenese preso per un esposto su Bibbiano. «Non è la prima volta, ho già presentato ricorso»

FERRARA. È uno degli avvocati coinvolti nelle vicende legali più importanti della nostra regione, da Aemilia a Bibbiano, ma è anche uno dei simboli della lotta giudiziaria all’alto numero di allontanamenti di minori dalle proprie famiglie in Emilia Romagna, con diversi casi eclatanti seguiti anche nella provincia di Ferrara. Il modenese Francesco Miraglia dallo scorso 8 febbraio è però stato radiato dall’Ordine degli avvocati, praticamente ventuno anni dopo la sua prima iscrizione. Il motivo? Alla base della radiazione ci sarebbe un esposto anonimo contro di lui e contro il sostituto procuratore di Reggio Emilia che conduce l’accusa su Bibbiano, «con una sentenza redatta da un avvocato - dice lo stesso Miraglia in una nota diramata ieri - che dimostra di non essersi nemmeno letto il fascicolo».

Miraglia, come detto, ha seguito diversi casi di minori nel Ferrarese, forse il più noto quello di una madre residente in provincia a cui fu tolto il figlio per la segnalazione (falsa) data dal nuovo fidanzato. Il legale modenese non è certo tipo da nascondere la mano, lo dimostra il recente libro (scritto a quattro mani con Vincenza Palmieri) “Bambini prigionieri”, nel quale entra proprio in questo meccanismo degli allontanamenti di minori, elencando i casi più assurdi, alcuni dei quali avvenuti nel Ferrarese.


«Mi attribuiscono il merito di aver smascherato il sistema Bibbiano... - dice ancora l’avvocato - A differenza di altri non ho taciuto, ho difeso i miei assistiti senza paura dei potenti: e ho ricevuto, di tempo in tempo, una cinquantina di esposti, spesso di avvocati e giudici, ma tutti sempre messi da parte, perché evidentemente falsi e interessati». E contro la radiazione che farà? «Ovviamente, ho già proposto il ricorso per cassazione e nel giudizio della Suprema Corte confido in modo sincero... Il mio impegno e il mio lavoro proseguono oggi più di sempre». —

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