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Il parroco di Alfonsine si è dimesso dopo mesi di contrasti con parte dei fedeli

Il passo indietro di don Gatti è stato accettato dal vescovo. I casi: sfratto all’oratorio e allontanamento di scout e coristi 

ALFONSINE. Uno scontro aperto con una parte dei fedeli che durava da mesi e ieri è arrivata la svolta: il parroco di Alfonsine, don Luigi Gatti, si è dimesso.

«Motivi personali», recita lo stringato comunicato con cui la Diocesi di Faenza-Modigliana informa che l’arcivescovo Mario Toso ha accettato il passo indietro del sacerdote. Le dimissioni erano state presentate il 18 febbraio. Ma, come detto, nella parrocchia di Santa Maria il fuoco covava sotto la cenere da un bel po’.


Le accuse

Ad Alfonsine – che va ricordato condivide con il Comune di Argenta i territori di Filo e Longastrino – la tensione tra don Gatti e la comunità era arrivata al punto di non ritorno sabato scorso, ovvero quando era stato comunicato lo “sfratto” alle attività dell’oratorio: entro venerdì 26 febbraio gli educatori avrebbero dovuto trasferirsi dalla parrocchia. Alla base ci sarebbero insanabili contrasti tra il prete e gli stessi volontari.

Ma i critici imputano a don Gatti anche l’allontanamento degli scout (ora operativi a Glorie) e lo scioglimento del coro. Il tutto in meno di tre anni: l’insediamento ad Alfonsine del sacerdote è della primavera del 2018.

Lui resta in silenzio

Sui social traspare un panorama di contrasti con la comunità cattolica del luogo. Anche se non tutti, in paese, se la prendono con don Gatti, che ieri si è trincerato nel silenzio.

A sentire il sindaco, Riccardo Graziani, ne emerge il profilo di un sacerdote modello, esemplare «almeno per quanto lo conosco io», dice il primo cittadino, secondo cui don Gatti «è un grande intellettuale, l’ho avuto come professore alle medie, ha scritto un libro su Galileo che non è di semplice lettura. Ha eccellenti doti di cordialità e simpatia, uno spirito certo un po’ rivoluzionario, ma ci sono tante figure simili nella Chiesa. Se dietro c’è altro non so nulla – prosegue il sindaco Graziani –. L’ho sentito a Natale e non mi ha parlato di difficoltà che potessero presagire una tale decisione. Potrebbe semplicemente essere stato chiamato da altre parti. Degli scout che si sono trasferiti a Glorie ho saputo che a monte c’era qualche divergenza di visione. Di uno schiaffo dato ad un ragazzo, come emerso su Facebook non mi risulta. Per quanto riguarda i detrattori sui social, credo che si facciano sentire prima di tanti estimatori».

Intanto monsignor Toso ha provveduto a nominare un nuovo parroco: si tratta di don Giuseppe Gallazzi. —

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