Laboratorio tessile e market chiusi 10 giorni dal prefetto di Ferrara

Dopo le irregolarità registrate, disposte le sanzioni accessorie. A un terzo titolare è arrivata una multa di 400 euro

FERRARA. Nella mattinata odierna, martedì 23 febbraio, il personale della squadra amministrativa della questura ha provveduto a notificare tre ordinanze emesse dalla prefettura relative all’applicazione di sanzioni accessorie della sospensione delle attività commerciali per ulteriori 10 giorni per violazioni riscontrate e sanzionate provvisoriamente nei mesi scorsi. Vediamole nel dettaglio

LABORATORIO CINESE

La polizia di Stato e la polizia municipale effettuavano l’accesso in un laboratorio tessile che confezionava prodotti di abbigliamento per noti brand della moda. Dai primi accertamenti effettuati alla camera di commercio, il laboratorio risultava regolarmente iscritto come impresa individuale intestata a un cittadino cinese di 38 anni, con la ragione sociale “Confezione di accessori e abbigliamento”. All'interno dei locali dell'azienda, però, venivano sorpresi 18 cittadini cinesi, di cui 9 irregolari sul territorio nazionale e uno gravato da ordine di esecuzione per la carcerazione, arrestato e tradotto in carcere, mentre il legale rappresentante della società “Perfetto confezioni di Mao Yongjun” veniva indagato per sfruttamento della manodopera clandestina e favoreggiamento della presenza di cittadini irregolari in Italia.

Il laboratorio, ubicato all’interno di un capannone, si presentava in pessime condizioni igienico-sanitarie, con la presenza di numerosi banchi di lavoro dotati di circa 40 postazioni con macchine da cucito professionali, circondati da cumuli di tessuti pronti per la lavorazione, capi d'abbigliamento (completi abito, camicie, giacche, pantaloni di diverse fatture e taglie) e numerosi scatoloni già imballati e pronti per la spedizione. I predetti capi riportavano etichette di noti brand della moda e relativo cartellino prezzato 90/100 euro.

MARKET SOVRAFFOLLATO

Nel giugno 2020 e nel gennaio 2021, si riscontravano inosservanze alla normativa anticovid-19, in particolare, nel primo controllo si accertava la presenza di 8 persone all’interno del piccolo minimarket di via Oroboni, 111 denominato “Kevingold” gestito dalla cittadina nigeriana Regina Eghebi e nel secondo la presenza di 11 persone ovviamente senza mantenere il rispetto delle distanze di sicurezza essendo lo stesso di appena 18 metri quadrati.

MULTA A FRANK

L’ultimo provvedimento analogo ai primi due, causa  cessazione dell’attività  “ Moria “ , allora gestita dal cittadino nigeriano Joseph Ojei Frank, non è stato eseguito per la parte relativa alla chiusura di 10 giorni quale pena accessoria, ma si provvedeva comunque a notificare l’ordinanza di ingiunzione al pagamento di 400 euro disposta dalla prefettura.