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Vaccini in fiera, la carica dei 400 nonni: «Ho 91 anni e ho voglia di vivere»

Ieri l’apertura dell’hub. Le testimonianze: «Finalmente potrò tornare ad abbracciare i miei nipoti senza paura». I medici: «Gli anziani sono fantastici, arrivano con la scheda compilata a puntino»

Alla Fiera di Ferrara via alla vaccinazione degli over 85

FERRARA. La gioia di tornare a fare la nonna senza paura, di riprendersi la vita, di liberarsi dall’isolamento. «Ho 91 anni, e sono qui perché voglio vivere» rivendica Lucia Corazza, tra i circa quattrocento ultraottantacinquenni che si sono presentati al padiglione 6 della Fiera di Ferrara, da ieri aperto come centro vaccinale antiCovid. «Peccato solo aver dovuto prendere il taxi, la patente mi è scaduta domenica».

Gli anziani sono in fila ordinata e distanziata all’ingresso, diretti verso il triage dove ricevono il numero e poi siedono nella sala d’attesa, aspettando che sugli schermi compaia la chiamata per il loro turno. La tappa successiva è la postazione con i medici incaricati di visionare la scheda anamnesica e fare eventuali valutazioni. «Sono meravigliosi - spiegano Carlo Zanotti, già responsabile del pronto soccorso di Ferrara, e Eraldo Sanchi, medici in pensione che prestano servizio volontario - Arrivano qui con la scheda compilata alla perfezione, alcuni hanno portato anche gli esami del sangue, e sono informatissimi». Visionata la scheda e il consenso informato, si passa alla vaccinazione nei box contrassegnati con le primule: 6 su 16 quelli in funzione ieri, su due turni 8-14 e 14-20, con sei infermieri e tre medici in servizio. Il tutto commisurato sui vaccini a disposizione, puntando ad arrivare a un massimo di quasi duemila iniezioni al giorno.

Terminata la somministrazione e i 15 minuti di osservazione per scongiurare reazioni avverse, si passa nella seconda sala di attesa (con lo stesso numero consegnato all’ingresso) per ricevere il certificato vaccinale che, dopo il richiamo (il 15 marzo per chi si è vaccinato ieri) diventerà un “patentino” che certificherà il completamento del ciclo. Prima di uscire, però, una primula (vera) in omaggio.

L’atmosfera è rilassata e tranquilla, scandita solo dagli “avvisi di chiamata” che fanno un po’ terminal aeroportuale. «Aspettavo con ansia questo momento, per i miei nipoti. Era tutta lì, la mia paura. Adesso potrò tornare a fare la nonna, ad abbracciarli senza timore», spiega Maria Luisa Peverati, 85 anni. E Luciana Trapella, sua coetanea, aggiunge: «Sono andata subito in farmacia a prenotare, la lettera dalla Regione non era ancora arrivata, ma io avevo letto che si poteva prendere appuntamento dal 15 e sono andata subito. Il vaccino? Nessun fastidio». Tonino Fornasini, 88 anni, tira un sospiro di sollievo: «Mi stavo preoccupando, perché la storia stava diventando lunga. Appena è arrivato il via sono andato a prenotare». C’è chi è accompagnato dai figli, chi dalla badante, o chi come Fernando Villa, 88 anni, è venuto in macchina con la moglie ottantenne che lo aspetta fuori, e che dal 1° marzo potrà a sua volta prendere appuntamento: «Ora sono più tranquillo - dice subito dopo l’iniezione - sono “a metà in garanzia”, manca solo il richiamo». Fuori, un altro over 85 si aggira in auto per il parcheggio: «È qui che fanno i vaccini? Il mio turno è domani, ma sono venuto a vedere prima il posto». —

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