«Fermato perché può scappare Ora il confronto col giudice»

Sergio Pellizzola ha incontrato Saveri in carcere. «Versione  con troppi dubbi? È la sua verità e nega di essere responsabile della morte della compagna» 

L’ha incontrato in carcere anche nella giornata di ieri, dopo averlo lasciato alle prime ore del mattino dopo l’interrogatorio in cui è stato arrestato. Il colloquio tra l’avvocato Sergio Pellizzola, difensore, e Doriano Saveri è servito per spiegare ora cosa accadrà: «Sì, gli ho spiegato i vari passaggi giudiziari in attesa delle ulteriori comunicazioni del pubblico ministero ed ora attendo di avere le carte in vista della convalida».

Fissazione di udienza non ancora notificata al difensore anche se si apprende essere stata fissata per venerdì prossimo: «Insieme al mio assistito abbiamo valutato attentamente l’atto del fermo e ribadisco ciò che Saveri ha riferito durante l’interrogatorio: lui continua a riferire di non avere responsabilità sulla morte della compagna».


Pellizzola lo difende dal pomeriggio di lunedì quando è stato chiamato dagli inquirenti come avvocato d’ufficio, subito dopo nominato d’ufficio da Saveri. Che in carcere nella giornata di ieri al colloquio col legale ha continuato a riferire al sua estraneità: «Ora dalla lettura del fermo si evincono gli elementi indiziari per cui il pm ha ritenuto il fondamento del provvedimento di fermo. Ma ripeto al momento non abbiamo atti d’accusa e siamo in attesa della convalida e altri atti d’indagine e soprattutto dell’autopsia, che dovrà indicare l’ora esatta della morte». Quindi sulla base di questo la difesa potrà avanzare eventuali domande per la modifica della misura cautelare. Ma da ciò che si è appreso, al di là della ripetuta e ribadita estraneità del suo assistito, la ricostruzione che lui dà è inverosimile, con tanti vuoti e che ha destato dubbi negli inquirenti?

«Posso solo dire in merito che prima e durante l’interrogatorio ho fatto presente al mio assistito che se avesse detto qualcosa di non vero e non provato ciò avrebbe compromesso la sua stessa difesa: lui mi ha risposto che ciò che riferiva era la sola verità». Il fermo da quanto si apprende è stato adottato per tutta una serie di contraddizioni e soprattutto per il pericolo di fuga: «Ho letto con il mio assistito il fermo notificato a lui, è così ma ribadisco che sarà determinante avere i risultati dell’autopsia per poter avvalorare o meno la ricostruzione del mio assistito». –

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