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Nutrie, scatta l’allarme nei campi e sugli argini a Portomaggiore. Gli agricoltori trovano le gabbie rotte

La rabbia sale alle stelle: «C’è chi viene di notte e distrugge le trappole che ci fornisce la Provincia per catturarle»

PORTOMAGGIORE. Le nutrie mangiano tutto quello che trovano, scavano lunghe gallerie dagli argini verso i campi e non hanno predatori. Ecco perché gli agricoltori sono esasperati: sono troppe e fanno danni immani alle campagne. Oltre a essere anche un pericolo per la sicurezza di coloro che usano trattori e macchine agricole.

È dunque possibile catturarle, tanto che la Provincia mette a disposizione delle apposite trappole a chi ne fa richiesta. Il punto, ed è il secondo grosso problema, è che a quanto pare un gruppo di persone va in giro per le campagne e distrugge le gabbie, perché non tollera che gli animali vengano uccisi.


La rabbia

È quanto successo nei giorni scorsi all’imprenditore agricolo di Portomaggiore, Angelo Calura, che è su tutte le furie così come i titolari dell’azienda agricola Rosarossa. E non è certo la prima volta nella nostra provincia, visto che la “lotta” va avanti da anni.

L'agricoltore portunse Angelo Calura con le gabbie distrutte


«Ce ne hanno distrutte cinque – dicono dalla Rosarossa –, non ne possiamo più». E anche da Calura «sono entrati nell’azienda perché si sono spinti anche a 400 metri dalla strada. Io me ne faccio dare altre di gabbie, nel caso le prendo anche io ma certa gente non ha la più pallida idea dei danni che subiamo».

Le nutrie sono roditori, divorano la verdura, le radici e in più scavando sotto terra e rendono il terreno instabile. «Con i trattori ci ribaltiamo, dobbiamo passare il tempo a controllare, perché riescono a fare le buche già da sera a mattina. Spazzano via le carote e ormai vengono anche vicino a casa».

I danni

Questi animali un tempo non c’erano, sono stati importanti per le pellicce «e poi liberati sempre da questi animalisti dell’ultima ora. Non hanno predatori qui da noi e quindi la natura non fa il suo corso. Ma tanto non gli entra in testa: loro liberano».

Gli agricoltori sono un fiume in piena: «Adesso catturiamo le nutrie, le mettiamo tutte in un recinto al sicuro e quando vengono ad aprire le gabbie, perché tanto prima o poi li becchiamo, gliele consegniamo vive, così le allevano loro e ci tolgono un peso dalla coscienza».

La rabbia è alle stelle: «Non solo non sappiamo come fare per risolvere a monte una questione che diventa ogni giorno più ingestibile, dobbiamo anche avere a che fare con chi non ha alcun rispetto per il lavoro altrui e di conseguenza anche per gli altri animali, per le piante e per tutto quello che comporta spaccare la gabbie».

L’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, ha scritto al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio avanzando tre richieste urgenti: un piano nazionale della nutria e una strategia complessiva per le cosiddette specie “fossorie” (nutrie, volpi, tassi e istrici), oltre a misure per il lupo e gli ungulati, adeguate risorse per sostenere le azioni preventive e di contenimento e, infine, un confronto ad hoc tra istituzioni. —

Annarita Bova

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