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Vaccinazioni Covid, ora tocca alla scuola. Partite le richieste ai medici di base

L'Hub alla Fiera. In caso di necessità l'Asl metterà a disposizione i suoi spazi ai medici di famiglia per le vaccinazioni al personale scolastico

Le prime somministrazioni nei prossimi giorni ma non ci sarà un “V-Day”. Circa 4.600 le persone da immunizzare

FERRARA. Scendono finalmente in campo i medici di medicina generale per la vaccinazione del personale scolastico con AstraZeneca. L’Asl ha già consegnato ai professionisti le liste dei “candidati”, le telefonate da parte degli assistiti per chiedere informazioni e prendere appuntamento cominciano ad arrivare alle Medicine di gruppo e nei singoli studi, ma non ci sarà un vero e proprio “V-Day” perché ogni medico gestirà in modo autonomo le vaccinazioni, sulle base delle condizioni logistiche e organizzative.

«Le prime vaccinazioni potrebbero cominciare entro la fine della settimana o al massimo tra una decina di giorni, ma saranno i medici ad accordarsi via via con i loro assistiti - spiega Luca Catapano, medico di base - Ad esempio io ho in carico circa 25 assistiti, la Medicina di Gruppo di Poggio Renatico ha già una cinquantina di richieste di appuntamento, ogni professionista si organizzerà per poter operare al meglio».


La platea del personale scolastico ferrarese è di circa 4.500 persone, a fronte di 240 medici di medicina generale. Le prenotazioni, interviene Claudio Casaroli, medico di famiglia e segretario Fimmg, avverranno secondo un doppio binario: «Ai medici sono state fornite dall’Asl le liste di assistiti che rientrano nel personale scolastico, ricavate dagli elenchi stilati per la campagna dei test sierologici gratuiti in farmacia. Gli stessi assistiti possono chiamare il proprio medico per chiedere di fissare un appuntamento, ma chi non lo farà sarà in seguito contattato dal medico».

Le vaccinazioni avverranno in orari diversi da quelli ambulatoriali (e corrisposte dall’Asl con 8 euro a iniezione, secondo le tabelle in vigore) e l’Asl metterà a disposizione i propri spazi (nelle sedi vaccinali già funzionanti) per quei professionisti che, per motivi logistici e di sicurezza, preferiscono non utilizzare il proprio studio, un’esigenza che coinvolge soprattutto i singoli ambulatori. In ogni caso il “gap” di alcuni giorni sull’inizio della vaccinazione degli insegnanti rispetto al resto della regione, è la sottolineatura, non è dovuta a un rifiuto da parte dei medici, ma alla necessità di definire alcuni aspetti logistici: «Vaccinare è un dovere deontologico, oltre che morale, soprattutto di fronte a una pandemia come quella che stiamo attraversando - ribadisce Casaroli - E se vogliamo raggiungere l’immunità di gregge entro l’estate, con una copertura del 75%, i medici di base non possono non essere coinvolti, tanto più in un territorio come quello Ferrarese con una solida esperienza di vaccinazioni antinfluenzali». Rinunce e defezioni? «Non mi risultano», replica Catapano. Nessuno comunque resterà senza vaccino: se un paziente dovesse riscontrare l’indisponibilità del proprio medico, un fatto però ritenuto grave dai rappresentanti della categoria, sarebbe preso in carico dall’Asl. —

Alessandra Mura

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