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Bondeno, la sorella della vittima: «Domenica pomeriggio mi ha chiesto scusa»

Daniela Placati racconta: «Doriano è arrivato da noi, ci ha ringraziati e poi ha aggiunto: domani saprete»

BONDENO. «Doriano Saveri è venuto a casa nostra domenica alle 15.30 e ha detto di volermi chiedere scusa. Io non capivo...». A parlare ai microfoni del programma “Ore 14” di Rai 2 è Daniela Placati, la sorella di Rossella, la donna uccisa domenica sera nella sua casa.

Un omicidio che al momento vede come unica persona fermata il compagno Doriano Saveri, dal quale si stava separando. «Doriano è arrivato a casa alle 15.30, probabilmente avevano litigato. Lo conoscevo poco ed è venuto da me per chiedermi scusa, ma sinceramente non capivo di cosa stesse parlando». Prende fiato, Daniela e aggiunge: «Poi mi ha detto “vedrete”, “lo saprete”, “ve ne accorgerete” ma in quel momento non ho dato peso a queste parole». Saveri dunque ha cercato la famiglia di lei, con cui aveva pochissimi rapporti. «Ha detto di volermi ringraziare per quello che avevamo fatto». La donna ha cercato di capire a quel punto il perché di quel comportamento e di quelle parole.

IL COMPORTAMENTO

«Mi ha detto lo saprete lunedì, lo saprete domani...che la vado a denunciare. Però è stato molto vago, è poi uscito immediatamente. Ma io, io non ho nemmeno pensato a...Lei era in giro a quell’ora perché mio marito l’ha vista alle 16 e non era ancora quindi successo niente. Era la mia bambina, la mia sorellina più piccola, aveva mille progetti». La donna, oltre che ai microfoni della trasmissione, ha naturalmente raccontato quanto successo anche ai carabinieri che confermano di essere stati informati.

Daniela Placati, considerata la situazione molto tesa tra la sorella e Saveri, ha dunque pensato ad una denuncia per chissà quale dissapore. Effettivamente alle 8 di lunedì mattina Doriano Saveri è uscito dalla casa di Borgo San Giovanni e si è diretto a bordo del suo furgone in caserma dai carabinieri. Ha detto ai militari di aver trovato il corpo di Rossella in un lago di sangue ma non ha chiesto aiuto, non ha chiamato il 118: è andato direttamente a raccontare quello che aveva appena visto.

LA VERITÀ

La testimonianza della sorella della vittima è comunque un tassello in più, su cui gli inquirenti si sono messi a lavorare fin da subito per capire se effettivamente ci fossero motivi da parte dell’uomo per sporgere denuncia contro la vittima oppure se quel “domani saprete” poteva avere anche un altro significato. La famiglia della donna uccisa sta vivendo ore di profondo dolore e angoscia.

Gli interrogativi sono tanti e la speranza è che presto venga dato un nome e un cognome alla persona che nella notte tra domenica e lunedì ha colpito alla testa e barbaramente ucciso Rossella, per poi andare via senza dare subito l’allarme. Si cercano messaggi, particolari, frasi e parole da cui poter partire per arrivare alla verità, verità che sembra tanto vicina ma che nello stesso tempo fino ad oggi non si è riusciti ad afferrare.—

Annarita Bova

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