Copparo, subì molte richieste a sfondo sessuale: due anni al suo capo

Il caso per tre anni in un market. Il responsabile faceva avances a una giovane commessa. Il reato è stato riqualificato in maltrattamenti

COPPARO. Erano ipotizzati lo stalking, per oltre due anni di pressanti richieste a sfondo sessuale, ma anche di umiliazioni e pesanti allusioni, minacce come “faresti meglio a essere carina con me”, e la violenza sessuale, per toccamenti sulla coscia, tentativi di bacio, abbracci. A subirli, sarebbe stata una giovane mamma single, di Copparo, “presa di mira” dal proprio superiore in un negozio della grande distribuzione, tra la fine del 2014 e l’inizio del 2017.

E ieri in tribunale a Rovigo è arrivata la sentenza: il 45enne superiore del negozio è stato condannato a due anni, con riqualificazione del reato in maltrattamenti, con sospensione della pena, mentre la giovane donna, costituitasi parte civile, con l’avvocato Elena Perini, ha ottenuto una provvisionale da 10mila euro.


LE CONSEGUENZE

Il risarcimento complessivo dovrà, invece, essere quantificato dal giudice civile, qualora la giovane donna ritenga di aprire un nuovo contenzioso in tal senso. Nel corso del proprio intervento, l’avvocato Perini, in particolare, ha sottolineato le difficoltà che questa situazione avrebbe provocato nella giovane donna copparese, con anche la prescrizione di farmaci contro lo stato d’ansia che ne era derivato. Ma allo stesso tempo è stato evidenziato anche il suo coraggio nel dire “no” alle profferte che riceveva, così come alla minacce in ambito lavorativo. In particolare, se da settembre 2014 a dicembre 2015 l’uomo la umiliava dicendole che non era capace di svolgere il proprio lavoro e che “ se solo fosse stata più carina sarebbe stato tutto diverso”, dal maggio 2016 le avances si fecero insistenti, con inviti a uscire insieme, ma anche proposte del tipo “quando facciamo l’amore?” e “posso toccarti il culo”. —

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