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Obbligo assunzione? I rider di Ferrara sono divisi: «Meglio paghe più alte»

I giovani badano al sodo: «I dipendenti devono dichiarare...». Ma chi è in bici da più tempo spinge per “sistemarsi”

FERRARA. «Non tutti quelli che fanno questo lavoro lo fanno per essere dipendenti; i più lo scelgono perché si tratta di un impiego flessibile, e che permette di arrotondare. Non è vantaggioso».

È così, al volo, mentre rimonta rapidissimo in sella con l’ordine pronto, che un giovane rider ferrarese di Deliveroo commenta l’indagine che ha portato la procura di Milano a stabilire l’assunzione, in tutta Italia, di 60mila rider da parte delle società di delivery. Che entro novanta giorni dovranno ora trasformare i propri lavoratori da occasionali o autonomi in parasubordinati.


«Quello che chiediamo sono però tariffe convenienti e coerenti», specifica il giovane rider.

Ma c’è anche chi accoglie la notizia con entusiasmo, in generale si tratta di chi questo lavoro lo fa da più tempo, per diverse ore a settimana, e su quelle entrate conta davvero. Tutto dipende dalla prospettiva in cui si guardano le consegne, commentava qualche rider-studente, «per chi considera questo un lavoro primario la prospettiva di essere assunti dalla società è vantaggiosa, diverso il caso di chi invece fa il ciclo fattorino solo per un periodo e per arrotondare». Per i primi l’assunzione, e le garanzie in termini di permessi, ferie e malattia, rappresentano tutele imprescindibili, «per noi è fondamentale che si lavori meglio – diceva in attesa di “chiamata” ’ Niazi, 25 anni, rider da qualche mese – per Just Eat lavoro da ottobre e per Deliveroo da gennaio e sarei contento dell’assunzione». Lo stesso vale per Muhamed, 23 anni, che lamenta anche il boom di queste figure: «Questo lavoro – dice – è utile per chi è straniero, ma ormai siamo tanti, il lavoro diminuisce». E poi ci sono i ristoranti che hanno attivato il servizio d’asporto, lamenta il rider sventolando il bigliettino di un locale con il pranzo, che invitava appunto a rivolgersi direttamente al proprio servizio d’asporto, in caso di “problemi con gli amici di Just Eat e Deliveroo”. Non molto interessato alle assunzioni chi il ciclo fattorino lo fa come tappabuco. «Le polemiche sul sotto pagamento non le vedo troppo, certo la cosa cambia per chi considera questo un lavoro primario, ma per lo studente che vuole farsi due soldini…” dice Luca, 20 anni, sommelier in un ristorante di Ferrara ma fattorino da pochi giorni. E anche Letizia che da quattro mesi lavora come rider lo fa «per arrotondare. Sono una studentessa originaria di La Spezia, così aiuto i miei genitori, anche se le paghe dovrebbero essere più alte: per arrivare a 40 euro devo fare dodici consegne, è un sacco. L’assunzione? No, così bisogna dichiarare, ci tassano…». —

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