Stop ai veicoli più vecchi anche nei piccoli comuni Per l’ambiente e la salute

Da oggi la Regione lancia nuove limitazioni per le automobili Euro 0 ed Euro 1 I municipi sono tenuti ad adottare le ordinanze: consensi e qualche perplessità

FERRARA. Se è vero che l’inquinamento non conosce confini, figurarsi se un discrimine può essere il numero di abitanti di ogni territorio. È questo il ragionamento che ha spinto la Regione Emilia-Romagna a estendere le misure straordinarie per tutelare la qualità dell’aria, da anni attivate nei Comuni più grandi (nella nostra provincia Ferrara e Cento, già firmatari del Pair, il Piano aria integrato regionale), a tutti quelli di pianura sotto i 30mila residenti. Certo, in misura sensibilmente più attenuata, tuttavia il segnale c’è eccome.

Attenzione perché le novità partono già oggi, anche se servirà un po’ di tempo alla macchina amministrativa per “carburare”, visto che si parla di municipi piccoli e medi, dal raggio d’azione piuttosto limitato. Al centro c’è la mobilità locale, da rendere sempre più sostenibile. L’obiettivo è, essenzialmente, ridurre al minimo la presenza dei veicoli a motore più inquinanti nelle aree urbane. Ulteriori misure riguardano il riscaldamento domestico e le attività agricole.


le misure

Da oggi al 30 aprile non potranno circolare i veicoli privati Euro 0 ed Euro 1 nei centri abitati dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 18.30. Sono esentati i possessori di un solo veicolo – regolarmente immatricolato e assicurato – per nucleo familiare con Isee inferiore a 19mila euro e muniti di autocertificazione.

Per ciò che riguarda il riscaldamento con stufe, è vietato utilizzare generatori di calore domestici alimentari a biomassa legnosa ad alto impatto emissivo che siano sotto la certificazione a 3 stelle. In caso di misure emergenziali che verranno opportunamente comunicate, scatteranno ulteriori restrizioni.

Inoltre, sono vietati fino al 30 aprile gli abbruciamenti dei residui vegetali, agricoli o forestali. È consentita, da parte del proprietario o dal possessore del terreno, la deroga per la combustione sul posto in piccoli cumuli. Agricoltura e allevamenti: in caso di attivazione delle misure emergenziali che saranno opportunamente comunicate, è vietato lo spandimento dei liquami zootecnici senza interramento immediato o iniezione diretta al suolo.

le voci dei sindaci

Ma come reagiscono i primi cittadini che si trovano di fronte alla sostanziale obbligatorietà di firmare un’ordinanza che recepisca la deliberazione regionale?

«Ho colto l’invito della Regione – dice il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani – e firmerò l’ordinanza lunedì mattina. L’intenzione è adottare il provvedimento per il centro storico, perché non ha senso allargarlo a tutto il territorio, vista anche la presenza della Romea che lo attraversa. Caleremo l’ordinanza su un tracciato che interesserà il centro storico di Mesola e i centri urbani delle frazioni, ma promuoveremo anche un’azione di sensibilizzazione. Non sarà possibile partire con la cartellonistica dall’oggi al domani, ma ci attiveremo anche per quella». Per Codigoro, il sindaco Sabina Alice Zanardi: «Siamo pronti per introdurre l’ordinanza che ho già predisposto sulla base degli indirizzi ricevuti dalla Regione, indirizzi che tra l’altro sono vincolanti perché l’Italia è stata sanzionata dall’Europa».

Nicola Minarelli, sindaco di Portomaggiore: «Mercoledì avremo la seduta di giunta dell’Unione Valli e Delizie, nel corso della quale affronteremo in maniera coordinata il tema. Solo dopo quella data saremo nelle condizioni di riferire quali sono le decisioni prese». Conferma la cosa Elena Rossi, sindaco di Ostellato: «Abbiamo già predisposto le bozze delle ordinanze. Usciremo con una nota congiunta dopo la seduta dell’Unione». Si sbilancia di più il sindaco di Argenta, Andrea Baldini, che da parte sua ha già sottoscritto l’ordinanza: «L’ambiente è una priorità. Vogliamo fare la nostra parte per il risanamento dell’aria. Combattere il cambiamento climatico significa avere a cuore il nostro futuro, ma anche il presente di chi è più fragile, di chi coltiva la terra, di chi vive in zone in delicato equilibrio, come per esempio il nostro Delta».

Secondo Paolo Lupini, sindaco di Voghiera, «il problema è la segnaletica. I tempi sono inevitabilmente lunghi. Vogliamo adottare il provvedimento, ci sta a cuore farlo. Ma dobbiamo ancora approvare il bilancio di previsione e al momento non possiamo permetterci acquisti per la segnaletica».

A Masi Torello, spiega il sindaco Riccardo Bizzarri, «in settimana prenderemo misure che tutelino la salute dei cittadini senza danneggiare le attività economiche e ricadere nell’immobilismo. L’ambiente non è né di destra né di sinistra, riguarda tutte le persone, noi e i nostri figli: questi temi non vanno certo trattati ideologicamente».

Il sindaco di Bondeno, Simone Saletti, resta cauto: «Pur essendo, anche personalmente, attento alle questioni ambientali, e pur intraprendendo a livello istituzionale azioni volte alla sostenibilità, non posso che dichiararmi perplesso nei confronti di questa delibera regionale. Il nostro è un territorio vastissimo e molto dispersivo, e chiudere del tutto la circolazione all’interno dei centri abitati significherebbe di fatto impedire ai cittadini di spostarsi anche solo da una frazione all’altra, per non parlare dell’impossibilità di attraversare la stessa città di Bondeno». Saletti sottolinea le esenzioni previste dalla normativa per i veicoli Euro 0 ed Euro 1: «I proprietari le vaglino, ci sono molte persone che devono andare a lavorare e magari dispongono soltanto di un mezzo».

«Riteniamo – affermano il sindaco di Terre del Reno Roberto Lodi e l’assessore all’Ambiente Filippo Marvelli – che la delibera sia una scelta corretta ed oramai ineludibile, in relazione ai sempre più crescenti livelli di inquinamento dell’aria che tutti i giorni respiriamo. Sono giustamente previsti anche numerosi controlli da parte della Polizia locale e ovviamente anche le relative sanzioni per coloro che non la osserveranno». Il sindaco di Poggio Renatico, Daniele Garuti, ha già firmato l’ordinanza: «La Regione si muove secondo logica: il Bacino padano ha un alto livello di polveri sottili, è una specie di “pentola” con bassa ventilazione. Ci siamo di mezzo tutti. L’ufficio tecnico predisporrà la segnaletica e la Polizia locale dell’Alto Ferrarese si occuperà dei controlli».

Ecco il sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni: «Abbiamo già iniziato a pubblicizzare sui nostri canali le misure regionali. E continueremo la divulgazione per favorire l’adesione alle disposizioni, in particolare quelle che riguardano l’agricoltura, dal momento che il nostro è un territorio a vocazione eminentemente rurale. Nel Copparese, in relazione alle dimensioni e alla antropizzazione, non rileviamo problemi di smog. Siamo consapevoli tuttavia dell’importanza di fare ciascuno la propria parte su un tema fondamentale come quello della qualità dell’aria». Ci si muoverà nell’ambito dell’Unione Terre e Fiumi che associa il Copparese anche a Riva del Po: «Il tema fondamentale dell’ambiente – spiega il sindaco Andrea Zamboni – ci sta a cuore, è tra le funzioni delegate all’Unione come i controlli». —

Fabio Terminali

Katia Romagnoli

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