Contenuto riservato agli abbonati

Due cadaveri carbonizzati in un’auto a Rero, le vittime erano cugini: è un giallo

Dario e Riccardo Benazzi avevano 70 e 64 anni. Tra le ipotesi dei carabinieri c’è l’omicidio-suicidio, ma sono molti gli aspetti ancora da chiarire

Rero, corpi carbonizzati nell'auto a fuoco: le indagini dei carabinieri

RERO. Le fiamme domenica sera in aperta campagna. L’allarme, i vigili del fuoco che arrivano pensando di dover spegnere delle sterpaglie. E invece, a bruciare, un’auto bianca con due persone all’interno, sedute sul sedile posteriore e ormai carbonizzate. I corpi sono quelli dei cugini Riccardo Benazzi, 64 anni di Codigoro, e Dario Benazzi, 70 anni di Italba e sul come siano morti ancora gli inquirenti non hanno sciolto il nodo.

La dinamica

Qualcosa non quadra. La prima ipotesi è stata quella dell’omicidio-suicidio ma in tarda mattinata, quando i resti delle vittime sono stati esaminati e la dinamica più o meno ricostruita, gli uomini della scientifica hanno ricominciato daccapo e si sono diretti nell’area dove i Benazzi avevano messo in piedi una sorta di impianto eolico innovativo, una invenzione su cui lavoravano ormai da anni.



Un sogno, il loro, definitivamente crollato nelle scorse settimane quando il terreno è andato all’asta e loro sono stati invitati a smontare tutto. I due cugini sono partiti da Italba alla volta di Rero alle 9 di domenica, diretti all’impianto e i familiari delle vittime non hanno più avuto notizie. La moglie e la figlia di Dario hanno iniziato a preoccuparsi nel primo pomeriggio, quando l’uomo non è tornato a prendere le medicine, che non aveva con sé perché convinto di rientrare a pranzo. I telefoni hanno squillato a vuoto fino alle 21 circa, quando sono risultati tutti e due spenti.

La chiamata

L’allarme dunque domenica sera verso le 21.30, quando i carabinieri della compagnia di Copparo sono arrivati nell’auto in fiamme, esattamente nel campo che si trova dietro al cimitero di Rero, lungo la via San Giuliano dove una vecchia Volkswagen Polo era avvolta dalle fiamme. Solo quando i vigili sono riusciti a domare il fuoco all’interno dell’auto sono stati individuati i corpi di due persone ormai carbonizzati.

Le indagini, immediatamente avviate dai militari, hanno portato a identificare Riccardo Benazzi, 64 enne disoccupato di Codigoro, e del quale la famiglia aveva, nella serata, segnalato la scomparsa ai carabinieri di Codigoro dicendo che l’uomo era uscito al mattino assieme al cugino Dario, 70enne di Italba, affetto da gravi patologie, per le quali prendeva farmaci salvavita.

Le indagini

Sul posto anche il pubblico ministero di turno alla Procura della Repubblica di Ferrara dottoressa Lisa Busato, la quale ha disposto che le salme fossero poste a sua disposizione, per gli esami autoptici. Le cause della morte non sono chiare anche perché lo stato dei corpi è tale da non permettere una facile lettura.

Sono in corso indagini da parte del Reparto operativo del comando provinciale di Ferrara e dei nuclei operativi delle compagnie di Copparo e Comacchio, finalizzate a ricostruire i movimenti della coppia e della vettura, e alla verifica della presenza di testimoni o immagini video che possano far luce sulla vicenda. Un solo testimone sarebbe stato ascoltato.

I testimoni

Si tratta di un agricoltore che ha notato l’auto ferma sotto l’unico albero presente nel campo già qualche ora prima della chiamata ai vigili del fuoco, ma in quel momento non ci avrebbe fatto caso. In quelle campagne in questi giorni stanno lavorando decine di braccianti e qualcuno, non potendo andare altrove, mangia in macchina o si ferma a riposare.

Le famiglie delle vittime sono state chiamate verso le 2 di notte per il riconoscimento, una situazione così tragica che una delle figlie non ha retto e ha avuto un malore. Tutta l’area attorno al cimitero è sotto sequestro, così come quella vicino all’impianto, che si trova tra Rero e Cornacervina e i carabinieri hanno pattugliato per tutta la notte. Le indagini andranno avanti anche per tutta la giornata di oggi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA