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L’ex moglie di Riccardo Benazzi sconvolta non ci crede: «Non può essere un suicidio»

Orianna Tosetto

La donna non nasconde le sue perplessità: «Sono certa che la verità verrà fuori, e anche presto»

MEZZOGORO. «Non si sono suicidati, io non ci credo. Li conoscevo come le mie tasche, non sono uomini da gesti del genere e non ne avevano alcun motivo. Io starò qui ad aspettare la verità». Orianna Tosetto è l’ex moglie di Riccardo Benazzi, l’uomo di 64 anni trovato morto all’interno della sua auto a Rero domenica notte, assieme al cugino Dario Benazzi di 70 anni.



Dolore e incredulità

Nella sua casa di Mezzogoro, dove abita da sempre, ci sono due amici di famiglia a sostenerla e a confortarla. «Confermo – dice un uomo in lacrime –. Non è possibile, non è da loro. Conoscevo molto bene Dario e no, non lo avrebbe mai fatto».

La foto del figlio Nicola, morto giovanissimo in un incidente stradale, è sul mobile dell’ingresso, accanto a quella dell’altra figlia Sara e della nipotina. «In questi giorni lui stava da me – racconta la donna –. Ci siamo separati, è vero, ma siamo rimasti un punto di riferimento l’uno per l’altra. Io so tutto di lui, tutto. La sua vita è cambiata da quando gli è venuto in testa quel progetto dell’eolico. Ho provato a sostenerlo ma poi...». Si ferma, prende fogli e cartelle, guarda le foto sul telefonino in cerca di risposte. Perché quella donna non riesce a darsi pace.



I sogni

«Lui aveva le sue idee, non era una persona del tutto facile ma mai si sarebbe ucciso o avrebbe ucciso Dario per poi togliersi la vita. E sono certa che per suo cugino vale la stessa cosa. Sono usciti al mattino per andare a smontare l’impianto, o almeno per iniziare perché lo dovevano togliere da quel terreno. E non sono più tornati. Li abbiamo cercati, chiamati, abbiamo telefonato più e più volte e i loro telefoni squillavano. Fino alle 21.30: poi basta».



A riconoscere i corpi è stata chiamata la figlia Sara. «Mi hanno telefonato per chiedermi se il mio ex marito avesse una placca nella gamba e ho risposto di sì. Si era rotto la tibia mentre pattinava con i bambini, tanto tempo fa». I due nelle ultime settimane si erano ritrovati: «Io sono rimasta senza lavoro, lui anche. Così l’ho riaccolto in casa, stava qui ormai da qualche tempo. Ci aiutavamo, parlavamo tanto ed è per questo che so che le cose sono andate diversamente, lo sento».

Tutta la famiglia Benazzi, come anche gli amici più intimi, rigetta con forza l’ipotesi dell’omicidio-suicidio: «Siamo certi che i carabinieri arriveranno fino in fondo a questa vicenda. Noi vogliamo sapere la verità: perché Riccardo e Dario sono morti». Infine, «porterò avanti io il suo progetto adesso. Io so che attorno a quel brevetto ci sono dei buchi neri, c’è qualcosa che non è mai stato detto e fosse anche l’ultima cosa che faccio, da adesso mi metterò a studiare tutte le carte. Perché lui aveva ragione. Io lo so...». —

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