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Affreschi ritrovati al castello di Poggio Renatico

Dal Cup alla biblioteca, come cambia lo storico edificio. Il geometra: in estate via ai lavori per la torre in acciaio corten

Poggio Renatico, castello Lambertini: il cantiere post sisma

POGGIO RENATICO.Le ferite inferte dal sisma e le sale smembrate dai lavori in corso non hanno tolto maestosità al castello Lambertini che, a nove anni dal terremoto e a due dalla fine del restauro, resta uno dei luoghi storici più significativi di tutto l’Alto Ferrarese. Nel corso dei secoli il palazzo è stato sottoposto a numerosi interventi, gli ultimi nell’immediato secondo dopoguerra e oggi, grazie al cantiere, sta emergendo un patrimonio sommerso fatto di affreschi e pavimentazioni scampati all’incedere del tempo. «Sapevamo che avremmo trovato qualcosa ma non immaginavamo così tanto. Da quando abbiamo avviato il cantiere – dice Gianni Rizzioli, geometra comunale – ci siamo imbattuti in dipinti, camini, pavimenti e travi antiche; tutte cose che sembravano sparite ma che in verità erano “solo” state coperte». Il cantiere, circa sei milioni e mezzo di euro, ma potrebbero servirne di più, darà nuova vita all’ex sede del municipio di Poggio Renatico.

CAMBIAMENTI

Al piano terra troveranno spazio gli uffici della polizia locale, la medicina di gruppo, il Cup e l’Avis mentre il primo piano sarà riservato alla cultura. «Nelle sale che un tempo ospitavano gli uffici comunali verranno allestite la biblioteca, le sedi dell’associazione storico culturale e della Pro Loco di Poggio Renatico. Ci saranno anche la sala Rossa di rappresntanza e una sala riunioni». I due piani, oltre che dallo storico scalone, saranno collegati anche da un ascensore in vetro che darà la possibilità agli avventori di vedere, salendo, ciò che li circonda. Un capitolo a parte va riservato alla nuova torre che sarà ricostruita in acciaio corten. «Realizzare un falso storico in muratura ricalcando la torre che fu non ci interessava e abbiamo colto l’occasione per realizzare la torre del terzo millennio da consegnare alle future generazioni, quale ideale ponte costruito nel presente per unire il passato al futuro», sottolinea il geometra poggese. La torre, che come la precedente sarà alta 26 metri, sarà divisa in tre parti; ci saranno sale museo dedicate alla storia del territorio, la sala dell’orologio e la terrazza panoramica.

«Lo stacco tra la torre in acciaio e l’edifico in muratura sarà volutamente marcato, servirà anche per ricordare i danni del terremoto. I lavori inizieranno quest’estate». Per valorizzare le pavimentazioni ritrovate risalenti al XVII secolo, si pensa a un tratto di camminamento in vetro rialzato che permetta di vedere le mattonelle dell’epoca. Nella rivoluzione di Castello Lambertini rientra anche i seminterrati che, se fino ad oggi sono stati usati come deposito, dal 2023 in poi diventeranno sale espositive. Una volta rimossa la terra in eccesso e riportato i sotterranei ad altezza originale, circa 2, 70 metri, gli ambienti ricorderanno gli imbarcaderi di Ferrara.

GLI AFFRESCHI

La ditta di restauro Lithos, incaricata del recupero dell’edificio, sta provvedendo a liberare gli intonaci che per secoli hanno ricoperto gli affreschi per decidere, anche in base ai finanziamenti, quali recuperare con opere di pulitura e ripristino degli antichi colori. «I maggiori ritrovamenti – conclude Rizzioli – si concentrano nel porticato, nel sovrastante corridoio principale e nelle attigue sale destinate ad ospitare la biblioteca comunale, che di conseguenza dovrà essere attrezzata ed arredata tenendo conto della possibilità di visionare e godere della bellezza di questi affreschi». —

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