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Bondeno, torna in cella il presunto omicida. L’ordine: guardatelo a vista

Doriano Saveri sarà dimesso a breve e in carcere scatterà la massima allerta. Fissata per domani l’autopsia con superperizia, quella sui telefoni deve aspettare 

BONDENO. Verrà dimesso a breve dall’ospedale Sant’Anna, Doriano Saveri, dove è stato ricoverato domenica sera dopo l’atto di autolesionismo commesso in cella: una ferita che i medici hanno suturato con diversi punti alla testa sulla cui natura volontaria non sembrano esservi dubbi, tanto che le disposizioni della procura sono quelle di guardarlo a vista. Ma Saveri, probabilmente nella giornata di oggi potrebbe già tornare in carcere, e la misura di massima allerta sarà confermata per lui che si trova detenuto con l’accusa di omicidio volontario aggravato della compagna Rossella Placati, morta nella notte tra domenica e lunedì della settimana scorsa nella casa di Bondeno in Borgo San Giovanni. Del resto, quello che si ha davanti è un dramma nel dramma, quello di un uomo, Saveri, che si dice del tutto estraneo alla morte della compagna e che arrestato e trasferito in carcere con quell’accusa ha perso ulteriormente il controllo di se stesso. Mettendo in atto quell’azione volontaria di autolesionismo per cui solo con l’intervento degli agenti di Polizia penitenziaria è stato possibile scongiurare il peggio.

DRAMMA UMANO


Un dramma umano, che si sovrappone al dramma del femminicidio di Rossella Placati sul quale dal punto di vista investigativo i carabinieri di Ferrara, Bondeno e Cento stanno continuando a raccogliere riscontri per confermare le ipotesi d’accusa mosse a Saveri dai magistrati: prima della procura, col pm Longhi che ha chiesto e ottenuto l’accoglimento del fermo di indiziato di delitto e poi dal giudice Vartan Giacomelli che ha disposto la detenzione in carcere per omicidio, per la pericolosità di fuga, inquinamento delle prove e di reiterazione del reato, perché pericoloso socialmente. Del resto sugli arresti domiciliari, lo stesso giudice nel suo atto – arresti a casa comunque non possibili per motivi tecnici e logistici poiché nessuno dei familiari si era reso disponibile ad ospitare Saveri – si era pronunciato bocciando l’ipotesi. Vista soprattutto la sua assoluta instabilità, alla base dell’atto di autolesionismo in carcere, che aveva fatto pensare al momento dei soccorsi al peggio visto che aveva perso i sensi dopo il colpo volontario contro muro e finestra della cella. Le indagini puntano sulla autopsia in incidente probatorio per indicare cause e orario della morte: lo stesso giudice Giacomelli, in una corsa contro il tempo per recuperare, l’ha fissata per giovedì mattina con un consulente di Padova. L’altra perizia, quella sui telefoni sequestrati, al momento potrà aspettare: verrà eseguita in contraddittorio tra accusa e difesa: dovrà confermare gli spostamenti da Saveri nella giornata di domenica e soprattutto nella notte fino al lunedì mattina. E seguendo poi le tracce degli smartphone di Saveri e della compagna si potrà scrivere un altro pezzo di verità sul femminicidio di Rossella Placati. –

D. P.

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