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Scuole, chiusure per ora scongiurate a Ferrara. Ma la regione rischia la zona rossa

Nel Ferrarese 220 contagi su 100mila abitanti e 91 positivi tra studenti e personale. È atteso l’esito di centinaia di tamponi

FERRARA. La variante inglese dilaga in tutta l’Emilia Romagna «e se non diamo risposte rapide alla crescita dei contagi degli ultimi dieci-quindici giorni, rischiamo di essere travolti», scandisce il presidente della Regione Stefano Bonaccini illustrando insieme all’assessore alla Sanità Donini, alla direttrice generale del Welfare Petropulacos e al sottosegretario Baruffi, la “corsa in avanti” regionale rispetto alle restrizioni previste nel prossimo Dpcm. Dunque diventa sempre più “denso” il colore di vasti territori emiliano-romagnoli: da oggi rosse le province di Modena e Bologna con tutta l’area metropolitana, arancione scuro quella di Reggio Emilia che va ad aggiungersi alle province romagnole già da martedì in arancione scuro.

Le ripercussioni più evidenti riguardano la scuola: tutti in Dad dai nidi alle superiori (tranne gli alunni disabili) nelle zone rosse (anche se la fascia zero-sei anni comincerà a stare a casa da lunedì); a questo si aggiunge la soglia - introdotta dal Dpcm - dei 250 casi positivi ogni 100mila abitanti nei sette giorni, oltre la quale le Regioni hanno facoltà di stoppare la didattica in presenza dai nidi in su.


Il Ferrarese al momento è sotto questo livello di guardia, ma non naviga in acque del tutto tranquille con 220 casi, il dato più alto tra le province “salve” ovvero Piacenza (140) e Parma (200), ma comunque ancora lontano dai numeri critici di Reggio Emilia (280), ma soprattutto Bologna (425) e Modena (377).

Ad “azzerare” calcoli e confronti potrebbe comunque intervenire l’esito della cabina di regina nazionale sull’epidemia che si riunisce domani: l’attuale andamento dei contagi, unito alla saturazione dei posti letto Covid e delle Terapie Intensive potrebbero far scivolare di nuovo l’intera Emilia Romagna in zona rossa, eventualità che lo stesso Bonaccini non ritiene affatto improbabile considerato che il grado di occupazione delle degenze Covid ha raggiunto la soglia di allarme del 40% e quello dei letti intensivi l’ha superata (32% su un limite del 30).

L’attenzione è poi rivolta alla progressione dei contagi nelle scuole, a cui la variante inglese particolarmente contagiosa tra i giovani ha impresso una forte accelerata determinando in tutta l’Emilia Romagna un aumento a febbraio del 70% rispetto al mese precedente.

Nel Ferrarese ieri risultavano 91 positivi tra studenti e personale scolastico (erano 84 l’11 febbraio scorso), ma bisogna specificare che si tratta di un dato in evoluzione perché sono ancora attesi gli esiti di centinaia di tamponi disposti nei plessi (specie nel Centese, Argentano e Portuense) in cui si sono registrati i contagi più recenti. Esiti che, si teme, potrebbero restituire un quadro più critico, andando verso la direzione indicata da Bonaccini: «Stringere oggi per non doverlo fare in seguito». —

Alessandra Mura

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