Covid, la stretta del prefetto sugli universitari: «Ora stop ai festini notturni»

Giro di vite del rappresentante del Governo, convocato il rettore. Chiesta all'Ateneo la più massiccia collaborazione. Il sindaco Fabbri: "Confortante la conferma della zona arancione"

FERRARA. Più pattuglie di polizia e carabinieri in particolare nei luoghi dove si muovono i giovani, e dunque Piazza Ariostea, i parchi, le Mura. Norme immediatamente esecutive. Stop assoluto alle feste notturne con gli universitari, come accaduto. E la convocazione a Palazzo Giulio d’Este, sede della Prefettura, del rettore dell’ateneo ferrarese Giorgio Zauli, per un confronto immediato. Ieri è stato il giorno, molto pesante, del prefetto Michele Campanaro.

Mentre in serata il sindaco Alan Fabbri («bene le misure differenziate tra territori, ora si consideri anche il vaccino Sputnik») ha tirato un sospiro di sollievo salutando la permanenza in arancione della regione, o meglio di quel che resta dopo la decisione di Bonaccini di mandare in rosso da lunedì anche l’intera Romagna, il rappresentante del Governo, interpretando la nuova linea dura del premier Draghi ha usato toni forti. Su tutto, un monito: «Dobbiamo dire stop ai festini notturni, che sono estremamente pericolosi».

Fin troppo chiaro il riferimento del prefetto Campanaro (che tra l’altro ha anche annunciato di essersi vaccinato) a quanto di «deprecabile e pericolosissimo» è avvenuto in febbraio. Sessantacinque studenti universitari multati; feste iniziate sempre dopo le 22 in case private del centro cittadino; in un caso, come il prefetto ha riferito, la presenza di 34 ragazzi in un piccolo appartamento di nemmeno 40 metri quadri. «Sono situazioni che non si possono più tollerare – ha detto a chiare lettere Campanaro – ho riunito per questo il comitato per l’ordine e la sicurezza, allargato alla presenza del rettore dell’università di Ferrara e della presidente del consiglio degli studenti». Insomma, le feste con gli universitari devono cessare. Al più presto.

Proprio perché la nostra regione resta colorata di arancione, più energica deve essere la stretta dei controlli.

E allora Campanaro ha fornito anche numeri eloquenti: «Il virus – ha proseguito il prefetto – si muove sulle nostre gambe, è impensabile mettere in crisi un intero sistema sanitario per la irresponsabilità di pochi». Quelle che campanaro ha definito «bombe sanitarie», cioè i festini notturni, non dovranno più ripetersi e non troveranno nessuna forma di tolleranza. «Questo – ha sottolineato il prefetto – ci chiede il Governo e ci chiedono i nostri cittadini».

Dopo aver annunciato di avere avuto più colloqui con il comandante provinciale dei carabinieri e col questore, Campanaro ha ringraziato sia il rettore, sia la rappresentante degli studenti Mariantonietta Falduto. «Siamo sull’orlo di un baratro – ha detto ancora il prefetto – il rettore si è impegnato a convocare al più presto un consiglio degli studenti straordinario al quale – ha precisato Campanaro – ho chiesto di poter intervenire». E poi i numeri, ora quantomai preoccupanti: in novembre 174 sanzioni per violazioni alle norme sanitarie, diventate ben 273 in febbraio. Con multe di 400 euro ciascuna. «Non possiamo permetterci – ha detto il prefetto – di passare sopra a cifre del genere. Vigileremo ovunque – ha ammonito Campanaro – la priorità in questo momento è evitare le iniziative estemporanee. Ci sono state feste private organizzate in maniera poco ragionevole – ha aggiunto il prefetto – Non è il momento per le feste». Insomma, uno scenario chiaro, nonostante la consapevolezza che la fase è difficile per tutti. Serve un altro sforzo. E molti sperano che sia l’ultimo. –

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