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Si è spento Giovanni Zampoli, il professore che amava l’arte. E che ha fatto della scuola la sua casa

Il professore e architetto Giovanni Zampoli, 64 anni

In lutto tre istituti e le comunità di Porto Garibaldi e Mesola: «Persona impeccabile e dalla vasta cultura». Oggi l’addio 

PORTO GARIBALDI. Tre scuole e due comunità in lutto per la prematura, improvvisa scomparsa di Giovanni Zampoli, insegnante di educazione artistica dell’istituto comprensivo di Porto Garibaldi, spentosi  a soli 64 anni, dopo un breve periodo di malattia.

Oggi pomeriggio (sabato 6 marzo), alle 15.30 nella chiesa di Santa Maria in Aula Regia, dove saranno celebrate le esequie funebri dello stimato docente di arte, si stringeranno al dolore della moglie Rosa Anna Esposito, anche lei insegnante di educazione artistica dell’Istituto comprensivo di Mesola, rappresentanze di colleghi, alunni ed ex alunni.


A piangere l’amato insegnante architetto con la passione per la pittura e per la scultura anche il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Mesola, Gianluca Coppola, per alcuni anni vicario a Porto Garibaldi. «Giovanni era uno spirito eclettico e sensibile, amato dai colleghi – ci racconta Gianluca Coppola – per il suo carattere sempre cortese e gioviale, emblema di quella napoletanità che era una dote aggiuntiva alle sue numerose qualità. E Lo contraddistingueva – prosegue il preside della scuola dove insegna la moglie di Zampoli –, una professionalità impeccabile, sempre portata avanti con il rigore e con il sorriso, che tanto mancherà ai suoi numerosi alunni e ai tanti colleghi, i quali lo rimpiangono come un amico sempre sincero e affidabile».

Chi era

Di origini casertane, Giovanni Zampoli da tanti anni viveva a Porto Garibaldi con la moglie e collega Rosa Anna e con i figli Francesco e Daniele.

Aveva insegnato in diversi istituti scolastici del Basso Ferrarese, da Jolanda di Savoia a Mesola, a Comacchio e ora a Porto Garibaldi e anche i colleghi ricordano come la passione per l’arte, nella vita di Giovanni Zampoli, sia stata costantemente controbilanciata da quella per l’insegnamento. Dopo il diploma conseguito al liceo artistico, Zampoli si era laureato in architettura, poi i concorsi nella scuola e la docenza.

«È stato un duro colpo per tutti noi – aggiunge Matteo Mari, insegnante di lettere, collega e amico di Giovanni Zampoli –; ci siamo salutati a Natale, convinti di ritrovarci alla riapertura delle scuole a gennaio e invece Giovanni non è più tornato. Avevamo saputo che stava poco bene, ma mai ci saremmo aspettati un epilogo così tragico. Se n’è andato troppo in fretta».

Fra i ricordi commossi spicca anche il viaggio di istruzione a Napoli, rinviato a causa della pandemia. Zampoli intendeva far conoscere la propria terra ai suoi amati alunni di Porto Garibaldi e ai colleghi, che aggiornava e formava, nella sua qualità di responsabile della sicurezza di tutti i plessi scolastici dell’Istituto comprensivo di Porto Garibaldi.

I ricordi

«Era un personaggio particolare – prosegue Matteo Mari nel suo ricordo –; aveva una conoscenza approfondita non solo dell’arte, ma anche delle tematiche della sicurezza e su questo aspetto non transigeva. Era un collega allegro, che metteva buon umore, appassionato in ciò che faceva. Siamo tutti molto provati e scossi».

Alla moglie Rosa Anna e ai figli esprime vicinanza e cordoglio anche il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani. «In più occasioni, come a esempio alle mostre in Castello – afferma Padovani –, ho avuto modo di apprezzare la gentilezza del professor Zampoli e l’amore per il proprio lavoro. Una persona davvero squisita». —

Katia Romagnoli

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