Precipita da un’altezza di dieci metri, muratore di 59 anni muore sul colpo a Ferrara

Il testimone: ha cercato di afferrare un secchio ed è caduto. Lo strazio dei familiari: «Pure di domenica doveva faticare»

Muratore cade dal terzo piano e muore a Ferrara

FERRARA. È precipitato da un’altezza di dieci metri e non ha avuto scampo. Giuseppe Fiore, 59 anni, operaio edile di origini napoletane residente a Finale Emilia, è morto ieri in un infortunio sul lavoro avvenuto poco dopo le 13 in una palazzina di viale San Giacomo. Fiore si trovava sul balcone di un appartamento al terzo piano dove è in corso un intervento di ristrutturazione. Un suo collega si trovava nella corte sottostante, e Fiore era intento a calare, con un mulinello, i secchi pieni di detriti mano a mano che procedeva l’opera di smantellamento delle piastrelle all’interno dell’abitazione. Il mulinello era fissato con un “cristo”, una croce allungabile in trazione tra il pavimento del balcone e la base del terrazzo soprastante. Fiore si è sporto per afferrare un secchio, e in quel momento il mulinello si sarebbe sganciato colpendolo e facendolo precipitare.

La testimonianza

Alla scena ha assistito uno dei residenti della palazzina, che ancora molto scosso racconta: «Stavo parlando con l’altro operaio che si trovava qui in cortile e che in quel momento era girato di spalle rispetto alla palazzina perché mi aveva chiesto qualcosa a proposito della mia auto. Intanto ho visto l’uomo sul terrazzino sporgersi per afferrare un secchio, perché secondo me temeva che si stesse rompendo e aveva paura che cadesse addosso al suo collega. Stanno lavorando già da qualche tempo ed è già capitato che i secchi cedessero. Poi è stato un attimo: ho visto cadere prima il secchio, poi l’uomo e infine il mulinello. Il suo collega è accorso per aiutarlo. Gridava “Beppe! Beppe!”. Intanto io ho chiamato il 118, ma purtroppo non c’era nulla da fare».

Altri inquilini sono stati richiamati fuori dal trambusto: «Abbiamo sentito un tonfo, poi le grida, è una disgrazia terribile».

Sul posto oltre all’emergenza sanitaria sono intervenuti i carabinieri di Ferrara e gli Ispettori della Medicina del Lavoro. Poco dopo è arrivato anche il proprietario dell’appartamento in ristrutturazione che, rispondendo ai carabinieri, avrebbe spiegato di non sapere che gli operai avessero deciso di lavorare anche nella giornata di domenica. È stato ascoltato anche il collega della vittima, disperato, e sono in corso accertamenti per capire se la presenza di Fiore fosse prevista o se fosse intervenuto chiamato dal collega per dargli una mano.

I parenti

«Maledetto lavoro, anche di domenica era costretto faticare, il lavoro lo ha ucciso» è stato l’urlo di dolore dei familiari della vittima, che sono subito partiti per Ferrara non appena avvertiti della tragedia. «Aveva paura di morire di Covid, invece ad ammazzarlo è stato il lavoro», ripetevano in lacrime i suoi cari, in uno strazio inconsolabile.

Spetterà ora agli inquirenti, rimasti a lungo in viale San Giacomo per i rilievi, ricostruire l’esatta dinamica dell’infortunio e verificare il rispetto di tutte le norme di sicurezza e delle procedure di svolgimento dei lavori. —

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