«Se non stai con me ti uccido». Invece ora non può più avvicinare la 50enne ferrarese

Sembrava un’amicizia ma per la donna si è presto trasformata in un incubo. Offese e atti intimidatori, fino all’annuncio choc. L’uomo al centro delle indagini

FERRARA. Minacce, offese, pedinamenti, appostamenti. Tutto per rendere impossibile la vita all’altra persona. Che si sostiene di amare. E, a un certo punto, addirittura la frase choc, “se non stai con me, io ti ammazzo”. Adesso l’uomo non può più avvicinare la donna. In nessun modo.

È grazie alla testimonianza di una cittadina di 50 anni, la destinataria di questi atti, che è venuta alla luce un’altra storia di violenza contro le donne. Questa volta si tratta di una violenza verbale e psicologica, ma non meno grave. Protagonista, se così si può dire, è un ferrarese. Quest’ultimo conosce la 50enne in circostanze assolutamente ordinarie, e dai primi contatti tra i due pare nascere una bella amicizia. La donna non si sbilancia mai oltre questa soglia, non offre alcun segnale diverso da quello di un’autentica amicizia, appunto. Eppure nella testa dell’uomo i pensieri si accavallano. Fino al punto da volere a tutti i costi intrattenere una relazione sentimentale. E qui iniziano i problemi. La donna ovviamente percepisce subito il cambio di contesto. Dalla normalità si passa a qualcosa di molto diverso. Corteggiamenti di vario tipo e iniziative che mai prima avrebbe intrapreso, l’uomo inizia a stringere un cerchio pesante attorno alla donna. Lei cerca ancora una volta di mettere in chiaro le cose, ma dall’altra parte trova un muro. Così, vistosi “respinto” dalla 50enne, l’uomo comincia a mettere in atto una strategia che entra dentro al perimetro del codice penale: pedinamenti, situazioni in cui l’uomo spia cosa la donna fa durante la giornata, e veri e propri appostamenti per non perderla mai di vista. Più volte il ferrarese si reca davanti alla casa della donna alla quale nel frattempo continua a mandare centinaia di messaggi. Messaggi che però hanno un tenore intimidatorio, che riportano frasi offensive. Fino al culmine della gravità: “se non stai con me, ti ammazzo”.


A questo punto la donna ha paura, e comprensibilmente, per la propria incolumità. Durante gli incontri (occasionali) l’uomo non perde occasione per insultarla e denigrarla anche dinanzi a terze persone, fino a farle trovare davanti al portone di casa una tanica contenente liquido infiammabile. Per chi deve sopportare questo stato di cose la vita è insostenibile. E in quelle ore, allora, che la 50enne decide senza timori di andare in questura e raccontare tutto alla Polizia. Ricevuta la segnalazione della vicenda, la divisione anticrimine della questura, un ufficio specializzato nel trattare casi di stalking, inizia a svolgere accertamenti mirati. Verificando ogni singolo dettaglio fornito dalla donna. Al termine dell’attività istruttoria, il questore ha emesso, come si diceva in apertura, il provvedimento dell’Ammonimento, intimando allo stalker di interrompere ogni tipo di contatto e condotta lesiva. Non dovrà avvicinarsi neppure alla casa della 50enne. Insomma, cambiano i nomi ma le persecuzioni hanno sempre lo stesso identico comune denominatore: la violenza contro le donne. —

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